Salta il ‘concertone’ del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma a causa del Coronavirus. Lo ha comunicato l’organizzatore, Massimo Bonelli, ieri sera in occasione della prima puntata di ‘Se Bach fosse qui’, format in onda sui social della Red&Blue Music Relations. Il concerto, che avrebbe compiuto quest’anno trent’anni, ‘salta “non certo perché non siamo in grado di poterlo organizzare -tiene a precisare Bonelli- ma perché credo che non ci siano le condizioni, tanto emotive quanto normative, per mettere in piedi l’evento per come lo conosciamo. E’ normale che io stia pensando a ipotesi alternative, anche perché ritengo che, mai come quest’anno, il tema del lavoro sarà centrale e particolarmente sentito. Non sarà facile -sottolinea- e bisognerà capire in che condizioni mentali arriveremo al 1° Maggio e se sarà il caso di costruire una giornata musicale in un momento come questo. Come direbbe Mogol: ‘lo scopriremo solo vivendo'”.

Bonelli si chiede quindi “quando si potrà tornare ad avere una interazione fisica tra esseri umani e se, quando tutto questo sarà finito, ritroveremo il coraggio di stringerci di nuovo la mano, di stare a distanza ravvicinata, di abbracciarci e di baciarci … Temo che tutto ciò potrà accadere solo quando ci sarà un vaccino o una cura definitiva per questo maledetto virus. Fino ad allora -sottolinea- anche qualora dovesse scemare l’ondata virale, ho la sensazione che continueremo a guardarci con diffidenza ed è questo uno degli aspetti più odiosi della situazione che stiamo vivendo. Non so quando ritroveremo il coraggio di andare in uno stadio o in un palazzetto accettando di stare spalla a spalla con altre persone. Questa consapevolezza mi rattrista, mi infastidisce e mi preoccupa -conclude- sia da un punto di vista professionale che da un punto di vista umano”.