I Selton di scena a Milano in occasione della Milano Musica Week, prima a Casa Doc, nella Casa degli Artisti, completamente rinnovata e di fatto inaugurata da Doc Servizi che ne ha fatto il suo headquarter per l’occasione, poi ai Magazzini Generali. La band, originaria del Brasile e nata nel 2005 dall’incontro di quattro amici di Porto Alegre, spiega a Il Mohicano il senso dell’ultimo singolo intitolato Pasolini, che lascerebbe intendere una citazione dell’autore o un omaggio. Ma non è esattamente cosi. “Il pezzo in verità, anche se si chiama Pasolini, non parla dello scrittore, ma del momento in cui viviamo, nel quale facciamo sempre più fatica ad andare in profondità. Basta citare un nome importante per fare bella figura: il pezzo è, dunque, una sorta di critica alla superficialità, della quale siamo vittime anche noi in qualche modo”.

Il tono non è di denuncia, però, piuttosto di consapevolezza, di “constatazione essenzialmente, perché siamo partiti da una osservazione: tante persone, anche che conosciamo, si limitano a citare nomi per dare credibilità al loro discorso. Un tema che viviamo in prima persona e affrontarlo ci sembrava interessante”. Non si tratta di “puntare il dito”, ma “farsi due risate su una cosa che è davanti a tutti”.

I Selton vivono a Milano da dodici anni, “ormai casa per noi”. Abituati a Barcellona, ammettono che “all’inizio ci ha lasciato un senso di stranezza. L’abbiamo trovata molto piccola, abituati alle dimensioni delle città del Brasile, per poi scoprire che è un posto fantastico”. La band è stata anche interprete di una cover di Jannacci: “è accaduto dopo un incontro che abbiamo avuto con il primo produttore con cui abbiamo lavorato, che ci ha suggerito di mischiare la musica brasiliana con quella italiana. Ci ha fatto ascoltare tanti autori italiani bravi, e quando abbiamo sentito Jannacci ci ha colpito tantissimo, abbiamo avuto una sorta di illuminazione”.