(di M.A.) Milano sempre più internazionale, nel segno della musica. A pochi giorni dal via della Milano Music Week 2019, il sindaco Beppe Sala riconosce come da quell'”atto di coraggio” che è stata la prima edizione, tanta strada è stata fatta e ora la città può “ambire a diventare una vera e propria ‘music city'”. Oltre 300 appuntamenti in 90 spazi diversi della città: un coinvolgimento a tutto campo, dal centro alle periferie per una sette giorni di musica. E sì, certo, “è faticoso per i cittadini, sappiamo di creare qualche  piccolo problema, ma lo facciamo perché abbiamo a cuore milanesi e turisti”, ammette il primo cittadino, facendo però notare che per i primi “vivere a Milano è tornato ad essere molto piacevole”. I secondi, invece, aumentano proprio perché “qui sono tanti gli stimoli intellettuali e culturali”. Tra questi, “la musica ha oggettivamente un ruolo significativo”.

Insomma, la Mmw, la cui prima edizione è stato “un atto di coraggio”, è cresciuta. Grazie all’impegno di chi si adopera per essa. “Il Comune dà molto supporto di anima”, scherza il sindaco, e chiede “a tutti un po’ di cavarsela”. Quel che è certo è che l’autunno “è la stagione della musica a Milano e l’attenzione che c’è nei milanesi per gli eventi musicali è eccezionale. Basti pensare a Piano City. E se la musica è ormai una cifra milanese, allora dobbiamo ambire a che Milano diventi ‘music city'”. Per fare questo serve, lo “spirito ambrosiano”, di chi cammina passo dopo passo, non stupisce con effetti speciali all’inizio ma costruisce qualcosa che dura nel tempo.