14 Luglio 2026

2026-07-14T00:00:00+02:00
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‘Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo’, opera dipinta da Pompeo Girolamo Batoni (Lucca, 1708 – Roma, 1787), è il nuovo “ospite” che da oggi entra a Palazzo Cini a San Vio, Venezia, dove rimarrà esposto fino al 27 settembre 2026. ‘Ospite a Palazzo‘ è l’iniziativa dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, giunta alla decima edizione, che accoglie in residenza temporanea nell’antica dimora di Vittorio Cini nuove opere provenienti da collezioni e istituzioni nazionali e internazionali. La presentazione della Minerva di Batoni conta sulla collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Centro delle Arti Lucca.

Pompeo Girolamo Batoni, Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo, 1740-1743

UN ‘NUOVO RAFFAELLO’ RICERCATO DA PAPI E SOVRANI

Datata tra il 1740 e il 1743, l’opera testimonia l’altissima qualità pittorica raggiunta dall’artista toscano. Definito come un “nuovo Raffaello”, Batoni vantava importanti committenti, dai papi Benedetto XIV, Clemente XIII e Pio VI a Maria Teresa d’Austria, Federico II di Prussia e Caterina II di Russia. Si era fatto conoscere soprattutto per le opere di soggetto religioso, mitologico e storico, ed era molto ricercato per i ritratti, realizzati anche per facoltosi viaggiatori di passaggio a Roma.

PROMETEO, MINERVA E IL MITO DELLE METAMORFOSI DI OVIDIO

Come spiega Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Centro delle Arti Lucca, il soggetto del dipinto è tratto dalle “Metamorfosi” di Ovidio (I, 76-88). Il titano Prometeo è colto mentre siede di fronte alla statua in creta che sta modellando, esempio della bellezza ideale giovanile, probabilmente ispirata al celebre Ermes Pio-Clementino, allora noto come Antinoo del Belvedere. Accanto a lui, la dea Minerva – a sua volta ispirata alla Minerva Giustiniani, ma addolcita secondo il canone della grazia – porge una farfalla, simbolo dell’anima, per infondere la vita alla creazione del titano.

Il dipinto, insieme all”Atalanta piange Meleagro morente’, sempre appartenente alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, è stato eseguito per il marchese Lodovico Sardini di Lucca, nel periodo in cui Batoni viveva tra Roma e la sua città natale, alla quale rimase sempre profondamente legato. Ci vollero tre anni per portare a termine i due dipinti e consegnarli al marchese, nel novembre del 1743, completi delle cornici predisposte dallo stesso artista. Una fitta corrispondenza tra il marchese e l’artista testimonia la lunga gestazione dell’opera, passata per via ereditaria ai conti Minutoli-Tegrimi e infine al mercato antiquario, rischiando di essere sottratta alla città – da qui il recente acquisto da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

‘OSPITE A PALAZZO’: DA BRONZINO A VAN DYCK

Avviato nel 2014, ‘Ospite a Palazzo’ è un programma dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, che conta fino a ora dieci edizioni. Nato dalla collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali, il progetto prevede l’esposizione di opere di particolare pregio, concesse in prestito straordinario e ospitate per alcuni mesi nella storica dimora di Vittorio Cini, che custodisce i capolavori della sua eccezionale collezione d’arte. La serie di ospiti a Palazzo annovera, tra gli altri, Agnolo Bronzino, Lorenzo Lotto, Francesco Guardi, Andrea Mantegna, Paolo Uccello, Bernardo Bellotto, Artemisia Gentileschi e Antoon van Dyck.

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