

Teatro, alla Quattordicesima la prima commedia di Natalia Ginzburg, ‘Ti ho sposato per allegria’
24 Gennaio - 25 Gennaio
Al Teatro della Quattordicesima (via Oglio 18) va in scena il 24 gennaio (ore 21) e domenica 25 (ore 16,30) la commedia ‘Ti ho sposato per allegria’ di Natalia Ginzburg, con Giampiero Ingrassia, Marianella Bargilli, Lucia Vasini, Claudia Donadoni, Viola Lucio per la regia di Emilio Russo.
LA PRIMA DELLE UNDICI COMMEDIE DI NATALIA GINZBURG
‘Ti ho sposato per allegria’ è la prima delle undici commedie di Natalia Ginzburg. La scrive nel 1965, tre anni dopo avere vinto il Premio Strega con il suo capolavoro ‘Lessico Famigliare’. Come in quasi tutta la sua produzione affronta ancora temi eterni come l’amore, le relazioni, le madri, la morte, la diseguaglianza sociale. E ancora una volta ne parla quasi senza parlarne raccontando storie in apparenza semplici e familiari con la lingua concreta di tutti i giorni. ‘Ti ho sposato per allegria’ nel suo inconsueto articolarsi tra assenze e presenze è una sorta di vertigine, di labirinto che conduce nello stesso punto dal quale si è partiti e da dove si riparte forse cercando un altro percorso. Chissà? Da qualche parte prima o poi si dovrà uscire. O forse no, proprio come in quella cosa che continuiamo a chiamare vita.
Si percepisce anche ad una prima lettura la netta sensazione di un distacco dai sentimenti, che ricorda Cechov (che la Ginzburg tra l’altro adorava). Nel senso che nessuno dei personaggi sembra mosso da empatia verso l’altro. Non Pietro nei confronti della madre e viceversa, non Vittoria nei confronti di Giuliana e viceversa, non Pietro nei confronti di Ginestra e viceversa. Insomma sembra tutto reggersi o crollare negli obblighi mal sopportati dei vincoli familiari e borghesi (tema sempre presente nell’autrice).
UN RAPPORTO PUO’ REGGERSI SULL’ALLEGRIA?
E Giuliana e Pietro come si comportano? Il loro rapporto può reggere per l’allegria, può andare avanti con allegria? Che poi a ben vedere non è tanto nell’embrione di ménage familiare che i due stanno affrontando, non c’era nelle premesse. Lei ragazza randagia sull’orlo del suicidio, lui non certamente ricco di sentimenti. In lotta, forse inconsapevole, tra un anticonformismo da cui si sente attratto e la gabbia borghese. Non sappiamo se questa allegria (per i sudamericani è la felicità) ci sarà in seguito. C’è invece una quasi paradossale sincerità nel mostrarsi per quello che si è. Una sincerità a volte brutale che fa ripetere a entrambi e ossessivamente la domanda, a solo una settimana dal matrimonio e dopo qualche settimana di conoscenza: ‘Perché ci siamo sposati?’ Sarà questa la formula giusta? Chissà.
INTELLETTUALE MILITANTE E FEMMINISTA
Natalia Ginzburg scrive questa sua prima commedia nel ’65. Da intellettuale militante e femminista non può che occuparsi di questo cambiamento che sente sotto pelle e vede nei comportamenti e nelle strade. Ma lei lo fa con leggerezza, fa volare in cielo parole tabù come aborto e divorzio, facendo capire al pubblico borghese dei teatri dell’epoca che queste saranno conquiste inevitabili, che indietro non si torna. Non c’è da scandalizzarsi. L’amore è libero. Giuliana attraversa molti letti fluidi come si direbbe oggi. Pietro poteva sposarne diciotto. Addirittura, la vedova Giacchetta vive con uomo sposato.
BIGLIETTERIA
Poltronissima 35 euro; primo settore 30 euro; secondo settore 26 euro. Info e prenotazioni:
biglietteria@teatrodellaquattordicesima.it. Tel 3534881544

