

Felice Varini al Museo d’arte Mendrisio
11 Maggio - 11 Ottobre
Un intero museo trasformato in esperienza percettiva, tra pittura, architettura e illusione ottica. Il Museo d’arte Mendrisio dedica a Felice Varini la prima grande mostra monografica di ampio respiro mai realizzata in Svizzera e nell’area culturale italofona sull’artista ticinese, tra i nomi più riconosciuti della scena internazionale dell’arte contemporanea.
L’esposizione, aperta dal 10 maggio all’11 ottobre 2026, occupa integralmente gli spazi dell’antico Complesso di San Giovanni, sede del museo, dal chiostro quattrocentesco fino alle sale espositive interne, trasformando l’intero percorso museale in un’opera immersiva e site-specific.
Nato a Locarno nel 1952 e residente a Paris dal 1978, Varini è noto a livello internazionale per le sue installazioni pittoriche geometriche, leggibili pienamente soltanto da un preciso punto di vista. Cerchi, linee, ellissi e superfici cromatiche si distribuiscono su pareti, pavimenti, soffitti, aperture e volumi architettonici, trasformando la percezione dello spazio in un’esperienza fisica e dinamica.
Curata da Barbara Paltenghi Malacrida, insieme all’artista e a Francesca Bernasconi, la mostra ripercorre oltre quarant’anni di ricerca attraverso opere storiche riattualizzate per gli spazi del museo e nuove installazioni concepite appositamente per Mendrisio.
“L’opera di Varini mette in discussione il nostro rapporto con la realtà, con il punto di vista e con lo spazio che abitiamo”, spiegano i curatori. “La visione non è mai statica, ma nasce dal movimento del corpo e dall’atto stesso del guardare”.
Ad accompagnare il percorso espositivo, una sezione documentaria con fotografie, disegni preparatori, materiali d’archivio e un documentario inedito dedicato al metodo di lavoro dell’artista.
Il catalogo bilingue italiano-inglese, pubblicato da Edizioni Casagrande, raccoglie saggi di Paolo Bolpagni e Gianni Biondillo.
La programmazione sarà arricchita anche da eventi performativi, visite guidate e attività didattiche, tra cui *Moving Perspectives*, performance site-specific firmata da Simona Bertozzi con interventi musicali di Luca Perciballi.
Con questa monografica, il Museo d’arte Mendrisio conferma la propria linea curatoriale dedicata ai grandi interpreti della ricerca visiva contemporanea, offrendo al pubblico un’immersione totale in una delle poetiche più rigorose e riconoscibili dell’arte europea.
Orari
Ma–Ve 10–12 e 14–17 | Sa–Do e festivi 10–18
Lunedì chiuso, festivi aperto

