14 Luglio 2026

2026-07-14T00:00:00+02:00
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Una principessa sirena che irrompe nella vita di un timido impiegato e un mondo che trattiene il fiato davanti alla loro improbabile storia d’amore. Arriva nelle sale italiane ChaO, il lungometraggio animato dello Studio 4°C – la factory giapponese di Memories di Katsuhiro Otomo e di Animatrix – vincitore del Premio della Giuria al festival di Annecy e passato anche a Sitges nella sezione Anima’t.

Il film sarà al cinema come evento speciale per una settimana, dal 25 giugno al 1 luglio, distribuito da Animagine, la collana nata dalla collaborazione tra Dynit e Adler Entertainment che porta in sala titoli dell’animazione giapponese inediti nei cinema italiani. L’anteprima nazionale è in programma il 15 giugno alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, mentre è stata rilasciata oggi la prima clip italiana.

ChaO segna il debutto alla regia di un lungometraggio per Yasuhiro Aoki, storico direttore dell’animazione dello Studio 4°C e nel 2008 tra i registi dell’antologia Batman – Il cavaliere di Gotham. Considerato una delle voci più originali dell’animazione nipponica, Aoki ha costruito uno stile riconoscibile fatto di immagini nostalgiche, dettagli minuziosi e personaggi dalle linee sottili.

La storia è ambientata in un futuro in cui umani e sirene convivono, ma i rapporti tra i due mondi sono segnati dagli incidenti causati dalle navi agli abitanti dei fondali. Stephan, giovane impiegato di una compagnia di navigazione, propone al suo Ceo un motore compatibile con la vita marina, ma per tutta risposta viene degradato a mozzo. Travolto da un’onda, si risveglia in ospedale assediato dai cameramen: a salvarlo è stata ChaO, principessa del regno delle sirene, che si è anche innamorata di lui e ne chiede la mano. Tra il clamore mediatico e le resistenze del riluttante sposo, la favola romantica diventa il banco di prova della convivenza tra i due mondi. «A prima vista sembra una storia d’amore comica tra una sirena e un essere umano», spiega il regista, ma il cuore del film è un messaggio di tolleranza e comprensione tra culture diverse, in un presente attraversato dai conflitti: è da lì, dice Aoki, che prende forma il futuro.

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