14 Luglio 2026

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La trentottesima edizione del Festival di Villa Arconati prosegue nel suo viaggio alla ricerca delle musiche possibili, cercando di allargare la visione ad altre arti nobili dentro quello scrigno di cultura, storia e vita che da sempre è Villa Arconati a Castellazzo di Bollate. Per il 2026, il percorso artistico prevede tante strade: dalla contaminazione gitana al solismo totale di un pianoforte magico, per passare al canto puro o alla rarefazione di una tromba jazz in omaggio all’uomo che cadde sulla terra… Ma nel Festival ci sono anche spazi per il teatro di racconto e frontiera e per il documentario musicale, per ricordare e raccontare uno dei più geniali musicisti del secolo scorso. E poi, come tradizione, festa finale con suoni da un altro continente, per salutare l’estate che arriva davvero.

GIPSY KINGS

L’inaugurazione è prevista per giovedì 2 luglio, quando sul palco del Festival salirà una band che è una vera e propria leggenda della musica: i Gipsy Kings by Diego Baliardo. Visionario e forza trainante del gruppo, Diego ha anche contribuito a promuovere la cultura gitana in tutto il mondo. La loro avventura iniziò nel 1978, quando nientemeno che Brigitte Bardot, la residente più famosa di Saint-Tropez, li invitò a ‘incendiare’ di energia una festa privata. Seguirono numerosi inviti sull’effervescente Costa Azzurra, che portarono rapidamente il gruppo allo status di beniamino tra i miliardari e le star internazionali. Da allora pezzi come ‘Bamboleo’, ‘Djobi Djoba’ e ‘Baila Me’, hanno portato la loro versione del flamenco in tutto il mondo, facendo ballare e commuovere milioni di persone. Da non dimenticare le versioni speciali di brani famosissimi come ‘Hotel California’ degli Eagles e ‘Nel blu dipinto di blu’, di Domenico Modugno.

GIOVANNI ALLEVI

Il giorno dopo, venerdì 3 luglio, continua a Villa Arconati la voglia di fare festa, anche se con atmosfere completamente diverse. Dal ritmo gitano dei Gipsy Kings si passa al piano dolce e altissimo di Giovanni Allevi. Perché festa? Perché ritrovarlo sul palco del Festival a 20 anni di distanza dalla sua prima partecipazione è un grande piacere, anche per le sue recenti problematiche di salute. Allevi torna in villa con il nuovo tour europeo di pianoforte solo, che rappresenta un ritorno all’essenza più autentica della sua arte: il dialogo intimo con il pianoforte, compagno di una vita, capace di trasformare ogni concerto in uno spazio sospeso tra emozione e riflessione.

ARISA

Dalla voce intima di un pianoforte alla voce femminile più incantevole degli ultimi anni: martedì 7 luglio al Festival di Villa Arconati arriva Arisa. In un momento particolarmente intenso del suo percorso artistico e live, Arisa porterà sul palco i brani che hanno segnato il suo percorso artistico insieme alle nuove canzoni contenute in ‘Foto Mosse’, il nuovo album uscito il 17 aprile; un progetto che segna un ulteriore capitolo della sua evoluzione artistica e che verrà presentato dal vivo proprio in questo suo nuovo tour.

PAOLO FRESU

L’eco della voce di Arisa sarà ancora nell’aria quando mercoledì 8 luglio al Festival tornerà Paolo Fresu, con la voce della sua tromba rarefatta e magica. Fresu torna con ‘Heroes. Omaggio a David Bowie’ un live dedicato alle meraviglie musicali del Duca Bianco ripensate in chiave jazz e non solo. Con lui sul palco John De Leo (voce), Filippo Vignato (trombone, elettronica), Francesco Diodati  (chitarra), Francesco Ponticelli (contrabbasso, basso elettrico), Christian Meyer (batteria). Fresu e soci hanno messo le mani su una trentina di pezzi, tra i quali Life on Mars, This Is Not America, Warszawa, When I Live My Dreams, e ogni membro della band ha dato il proprio contributo negli arrangiamenti, conferendo maggiore varietà e dinamicità al progetto.

STEFANO MASSINI

Per l’ormai tradizionale spazio dedicato al teatro, venerdì 10 luglio il Festival della Bellezza si intreccia con il Festival di Villa Arconati, in un appuntamento che vedrà protagonista Stefano Massini ne ‘La forza del simbolo’. Noto anche per la sua abilità di ‘raccontastorie’ oltre che per i suoi spettacoli teatrali e i suoi programmi televisivi Massini guiderà il pubblico in un viaggio su come i simboli possano influire sulla nostra visione del mondo e della storia. Siano essi strumenti di persuasione, unione o divisione.

PACIFICO

A proposito di tradizioni legate al Festival, domenica 12 luglio alle ore 6 si svolgerà il concerto all’alba: sul palco un grande cantante e autore, Pacifico. Già presente al Festival nel 2020, Pacifico in tutti questi anni ha consolidato la sua carriera di autore ricercato e amato dai vertici della canzone italiana e dai registi cinematografici, per cui ha scritto numerose colonne sonore. Ma non ha mai abbandonato la sua carriera solista, fatta di piccoli ritratti di personaggi dentro storie antiche e moderne.

PINO DANIELE. NERO A META’

Lunedì 13 luglio andrà in scena una novità per il Festival: la proiezione di un lungometraggio, ovviamente a soggetto musicale. Si tratta di ‘Pino Daniele. Nero a metà’, docufilm di Stefano Senardi e Marco Spagnoli, dedicato ai primi anni di carriera di Pino Daniele. In questa serata debutta la collaborazione con il Club Tenco, che da anni tutela e promuove la musica d’autore in Italia. Stefano Senardi sarà intervistato da Eddi Berni prima della proiezione del docufilm, che racconta i primi anni della carriera di Pino Daniele a Napoli, ripercorrendo la traiettoria musicale e umana di uno dei più importanti musicisti italiani del secolo scorso. Con Senardi sul palco per raccontare il film ci sarà anche Marco Spagnoli, che è il regista di ‘Nero a metà’.

I GILSONS E I SELTON

La chiusura del Festival è prevista per mercoledì 15 luglio, quando sul palco si rinnoverà un’altra piccola tradizione della rassegna, il legame con la musica brasiliana. Tutto questo grazie ad un doppio appuntamento: i  Gilsons e i Selton. I Gilsons sono un trio composto da José, Francisco e João Gil, che incorpora elementi di pop, rock, samba, reggae e ritmi bahiani, rendendo omaggio anche alla classica Musica Popolare Brasiliana del padre e nonno Gilberto Gil. I Selton invece sono il ponte ideale fra Brasile e Milano, tutto in chiave gioiosamente Indie. Milanesi d’adozione, i Selton portano una formula live che si preannuncia come una vera e propria festa, caratterizzata da un’energia travolgente e da un set unico incentrato su una doppia batteria posizionata al centro della scena, circondata dai cinque musicisti.

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