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SUMMARY:Etruschi\, i bronzi Corazzi tornano in Italia alla Fondazione Rovati
DESCRIPTION:Il patrimonio etrusco torna al centro del dibattito culturale europeo con la mostra “Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi”\, aperta da oggi alla Fondazione Luigi Rovati\, che fino al 4 ottobre ospita al Piano Ipogeo un nucleo di reperti di straordinario valore storico e simbolico. \nIl progetto\, realizzato in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden\, il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona e il Comune di Cortona\, riporta eccezionalmente in Italia i bronzi della collezione Corazzi\, oggi conservati nei Paesi Bassi. Si tratta di opere che raccontano non solo la produzione artistica etrusca\, ma anche la storia del collezionismo e della circolazione delle opere tra XVIII e XIX secolo. \nLa mostra si articola come un percorso che intreccia reperti e fonti bibliografiche\, mettendo in relazione oggetti e libri come strumenti complementari di conoscenza. Tra i pezzi esposti figurano statuette votive di grande rilevanza\, come il Fanciullo con oca\, la figura del dio Laran e un bronzetto raffigurante un grifone dedicato a Tinia\, testimonianze della dimensione religiosa e simbolica della cultura etrusca tra VI e IV secolo a.C. \nAccanto ai manufatti\, una selezione di volumi antichi – tra cui opere di Filippo Buonarroti e Lodovico Coltellini – ricostruisce la fortuna critica della collezione\, evidenziando il ruolo del libro nella trasmissione del sapere artistico. Il progetto insiste proprio su questo doppio livello: l’opera e la sua interpretazione\, il reperto e la sua narrazione. \n“L’Accademia Etrusca di Cortona è particolarmente lieta che la mostra si trasferisca a Milano\, offrendo un’ulteriore occasione per rafforzare i legami tra le nostre istituzioni e presentare le ricchezze archeologiche di Cortona in una sede prestigiosa”\, ha dichiarato Paolo Bruschetti\, presidente dell’Accademia Etrusca di Cortona. \nGiovanna Forlanelli\, presidente della Fondazione Luigi Rovati\, sottolinea il valore curatoriale del progetto: “L’accostamento tra bronzi e volumi introduce un ulteriore livello di lettura\, in cui il libro diventa parte integrante del racconto museale\, ampliando le modalità di relazione tra oggetti\, fonti e sguardo contemporaneo”. \nL’esposizione si inserisce nel solco di una riflessione più ampia sul ruolo delle collezioni private nella costruzione del patrimonio culturale europeo. La raccolta Corazzi\, avviata nel XVIII secolo\, nasce infatti in un contesto di crescente interesse internazionale per l’archeologia\, contribuendo alla formazione dei primi nuclei museali pubblici. \nIl percorso milanese rappresenta una nuova tappa di un dialogo già avviato a Cortona e conferma la centralità delle collaborazioni tra istituzioni pubbliche e private nella valorizzazione del patrimonio. In questo senso\, la mostra propone una lettura contemporanea della storia dell’arte\, in cui la dimensione locale si intreccia con quella internazionale. Completano il progetto iniziative accessibili e inclusive\, come la video-guida in LIS realizzata con l’Ente Nazionale Sordi e materiali dedicati a persone con patologie neurodegenerative\, oltre a visite guidate settimanali e un catalogo scientifico con contributi di studiosi italiani e internazionali. \nINFO\nGLI ETRUSCHI E L’OLANDA\nA/R dei bronzi Corazzi \n1° aprile – 4 ottobre 2026 \nFondazione Luigi Rovati ETS\nCorso Venezia 52\, Milano\nT. 02.38.27.30.01\nwww.fondazioneluigirovati.org\ninfo@fondazioneluigirovati.org \nORARI\nAperto da mercoledì a domenica\, ore 10.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00) \nINGRESSI\n16 € Intero / 12 € Ridotto / 11 € Ridotto ATM / 8 € Teen (dagli 11 ai 18 anni)\nIngresso gratuito: bambini fino a 10 anni\, persone con disabilità con un accompagnatore\nIngresso gratuito ogni prima domenica del mese
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SUMMARY:Felice Varini al Museo d’arte Mendrisio
DESCRIPTION:Un intero museo trasformato in esperienza percettiva\, tra pittura\, architettura e illusione ottica. Il Museo d’arte Mendrisio dedica a Felice Varini la prima grande mostra monografica di ampio respiro mai realizzata in Svizzera e nell’area culturale italofona sull’artista ticinese\, tra i nomi più riconosciuti della scena internazionale dell’arte contemporanea. \nL’esposizione\, aperta dal 10 maggio all’11 ottobre 2026\, occupa integralmente gli spazi dell’antico Complesso di San Giovanni\, sede del museo\, dal chiostro quattrocentesco fino alle sale espositive interne\, trasformando l’intero percorso museale in un’opera immersiva e site-specific. \nNato a Locarno nel 1952 e residente a Paris dal 1978\, Varini è noto a livello internazionale per le sue installazioni pittoriche geometriche\, leggibili pienamente soltanto da un preciso punto di vista. Cerchi\, linee\, ellissi e superfici cromatiche si distribuiscono su pareti\, pavimenti\, soffitti\, aperture e volumi architettonici\, trasformando la percezione dello spazio in un’esperienza fisica e dinamica. \nCurata da Barbara Paltenghi Malacrida\, insieme all’artista e a Francesca Bernasconi\, la mostra ripercorre oltre quarant’anni di ricerca attraverso opere storiche riattualizzate per gli spazi del museo e nuove installazioni concepite appositamente per Mendrisio. \n“L’opera di Varini mette in discussione il nostro rapporto con la realtà\, con il punto di vista e con lo spazio che abitiamo”\, spiegano i curatori. “La visione non è mai statica\, ma nasce dal movimento del corpo e dall’atto stesso del guardare”. \nAd accompagnare il percorso espositivo\, una sezione documentaria con fotografie\, disegni preparatori\, materiali d’archivio e un documentario inedito dedicato al metodo di lavoro dell’artista. \nIl catalogo bilingue italiano-inglese\, pubblicato da Edizioni Casagrande\, raccoglie saggi di Paolo Bolpagni e Gianni Biondillo. \nLa programmazione sarà arricchita anche da eventi performativi\, visite guidate e attività didattiche\, tra cui *Moving Perspectives*\, performance site-specific firmata da Simona Bertozzi con interventi musicali di Luca Perciballi. \nCon questa monografica\, il Museo d’arte Mendrisio conferma la propria linea curatoriale dedicata ai grandi interpreti della ricerca visiva contemporanea\, offrendo al pubblico un’immersione totale in una delle poetiche più rigorose e riconoscibili dell’arte europea. \nOrari\nMa–Ve 10–12 e 14–17 | Sa–Do e festivi 10–18\nLunedì chiuso\, festivi aperto
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SUMMARY:Venezia\, a Palazzo Cini arriva la Minerva di Pompeo Batoni da Lucca
DESCRIPTION:‘Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo’\, opera dipinta da Pompeo Girolamo Batoni (Lucca\, 1708 – Roma\, 1787)\, è il nuovo “ospite” che da oggi entra a Palazzo Cini a San Vio\, Venezia\, dove rimarrà esposto fino al 27 settembre 2026. ‘Ospite a Palazzo‘ è l’iniziativa dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini\, giunta alla decima edizione\, che accoglie in residenza temporanea nell’antica dimora di Vittorio Cini nuove opere provenienti da collezioni e istituzioni nazionali e internazionali. La presentazione della Minerva di Batoni conta sulla collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Centro delle Arti Lucca. \nPompeo Girolamo Batoni\, Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo\, 1740-1743 \nUN ‘NUOVO RAFFAELLO’ RICERCATO DA PAPI E SOVRANI\nDatata tra il 1740 e il 1743\, l’opera testimonia l’altissima qualità pittorica raggiunta dall’artista toscano. Definito come un “nuovo Raffaello”\, Batoni vantava importanti committenti\, dai papi Benedetto XIV\, Clemente XIII e Pio VI a Maria Teresa d’Austria\, Federico II di Prussia e Caterina II di Russia. Si era fatto conoscere soprattutto per le opere di soggetto religioso\, mitologico e storico\, ed era molto ricercato per i ritratti\, realizzati anche per facoltosi viaggiatori di passaggio a Roma. \nPROMETEO\, MINERVA E IL MITO DELLE METAMORFOSI DI OVIDIO\nCome spiega Paolo Bolpagni\, direttore della Fondazione Centro delle Arti Lucca\, il soggetto del dipinto è tratto dalle “Metamorfosi” di Ovidio (I\, 76-88). Il titano Prometeo è colto mentre siede di fronte alla statua in creta che sta modellando\, esempio della bellezza ideale giovanile\, probabilmente ispirata al celebre Ermes Pio-Clementino\, allora noto come Antinoo del Belvedere. Accanto a lui\, la dea Minerva – a sua volta ispirata alla Minerva Giustiniani\, ma addolcita secondo il canone della grazia – porge una farfalla\, simbolo dell’anima\, per infondere la vita alla creazione del titano. \nIl dipinto\, insieme all”Atalanta piange Meleagro morente’\, sempre appartenente alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca\, è stato eseguito per il marchese Lodovico Sardini di Lucca\, nel periodo in cui Batoni viveva tra Roma e la sua città natale\, alla quale rimase sempre profondamente legato. Ci vollero tre anni per portare a termine i due dipinti e consegnarli al marchese\, nel novembre del 1743\, completi delle cornici predisposte dallo stesso artista. Una fitta corrispondenza tra il marchese e l’artista testimonia la lunga gestazione dell’opera\, passata per via ereditaria ai conti Minutoli-Tegrimi e infine al mercato antiquario\, rischiando di essere sottratta alla città – da qui il recente acquisto da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. \n‘OSPITE A PALAZZO’: DA BRONZINO A VAN DYCK\nAvviato nel 2014\, ‘Ospite a Palazzo’ è un programma dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini\, che conta fino a ora dieci edizioni. Nato dalla collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali\, il progetto prevede l’esposizione di opere di particolare pregio\, concesse in prestito straordinario e ospitate per alcuni mesi nella storica dimora di Vittorio Cini\, che custodisce i capolavori della sua eccezionale collezione d’arte. La serie di ospiti a Palazzo annovera\, tra gli altri\, Agnolo Bronzino\, Lorenzo Lotto\, Francesco Guardi\, Andrea Mantegna\, Paolo Uccello\, Bernardo Bellotto\, Artemisia Gentileschi e Antoon van Dyck.
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SUMMARY:Al Teatro della Quattordicesima 'Milano Dance Week'\, settimana dedicata alla danza
DESCRIPTION:Dal 21 al 27 settembre il Teatro della Quattordicesima apre le sue porte a chiunque faccia della danza il proprio linguaggio d’elezione\, con l’obiettivo di creare un ponte tra professionismo e formazione d’eccellenza. Promossa con il patrocinio del Comune di Milano – Municipio 4 e con la media partnership di DanzaDance.com\, ‘Milano Dance Week’ proporrà una settimana di esposizioni\, audizioni e spettacoli dal vivo. La rassegna è stata voluta da Pietro Froiio\, Direttore Moma Studios e Teatro della Quattordicesima e da Simone Ranieri\, Direttore Artistico del Teatro. \nL’OMAGGIO A CARLA FRACCI\nL’inaugurazione è fissata per la serata di lunedì 21 settembre alle ore 19\, con un omaggio all’icona della danza mondiale attraverso l’apertura della mostra dedicata a Carla Fracci\, curata dal Teatro alla Scala di Milano ad ingresso libero e gratuito. Il giorno successivo\, martedì 22 settembre\, lo spazio sarà interamente riservato alle opportunità professionali e di studio grazie a una giornata interamente dedicata alle audizioni per la show production company Illusion Group\, per la produzione dello spettacolo ‘Romeo and Juliet\, più forti del destino’ e per l’accesso ai percorsi formativi della Moma Academy. \nDa mercoledì 23 a sabato 26 settembre prenderà vita il cuore del Main Program\, che vedrà salire sul palcoscenico a partire dalle ore 20 alcune tra le più importanti realtà e accademie del territorio.\nAd aprire le serate saranno\, proprio il 23 settembre\, a partire dalle 20\, Junior Aida\ncon Interlinea – Geografie dello spazio e Moma Studios Academy con la creazione collettiva Falling. \nGiovedì 24 vedrà protagoniste le compagnie Danza e Movimento con La Macchina e\, a seguire\, Modulo Academy con I See Beauty\, mentre venerdì 25 settembre si alterneranno sul palco la Giovane Compagnia Kataklò\, con le coreografie di Giulia Staccioli nel lavoro Volume e Infinity Dance Project con Lettera a Virginia di Thomas Signorelli. \nSabato 26 settembre la scena sarà infine affidata all’energia physical theater Theatre Dei ‘Liberi di…’ con Acromia e alla creatività firmata Ormarslab con Infusion. La giornata conclusiva della Milano Dance Week si terrà domenica 27 settembre alle ore 16\,30 con la Vetrina Coreografica Dance Week 26 con i talenti di numerose compagnie e collettivi del panorama contemporaneo e urban\, tra cui Art Dance Asd\, Collettivo Emae\, Collettivo Keptisk\, MTV Company – Area Dance\, Noah Dance Company\, Pro 3.10\, In Between e Tap Dance Jazz Co.
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LOCATION:Teatro della Quattordicesima\, via Oglio\, 18
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