“Una versione migliore di me, questo il dono più grande del Perù” (di Martina Brielli)
Quest’anno sono finalmente partita con WeCare per il Perù, e dire che è stata un’esperienza che mi ha cambiato la vita è quasi riduttivo. L’anno scorso non ero riuscita a partire e mi ero sentita svuotata, come se quel sogno fosse rimasto sospeso. Ma quando quest’anno ho messo piede su quell’aereo, ho capito che stavo per vivere qualcosa che non avrei mai dimenticato. WeCare è una organizzazione no profit italiana, che sostiene la comunità bisognosa in Italia e organizza missioni all’estero per ragazzi e adulti. Nello specifico la missione in Perù è storicamente quella dedicata ai più giovani a partire dai 14 anni.
In Perù noi ragazzi ci occupiamo di costruire campi sportivi e abitazioni prefabbricate nelle zone più bisognose intorno alla capitale Lima. Noi quest’anno abbiamo lavorato nella zona di Pamplona: una estensione territoriale limitrofa alla capitale dove le condizioni di vita sono molto difficili sia per gli adulti che per i più piccoli. All’inizio, lo ammetto, avevo paura: cento ragazzi, quasi tutti sconosciuti, dall’altra parte del mondo, senza cellulare, senza le certezze di ogni giorno. Mi chiedevo se sarei stata all’altezza, se davvero avrei potuto aiutare chi aveva bisogno di me.
Ma presto ho capito che la forza non nasce dall’essere pronti, ma dal buttarsi anche quando tremi. E così ho iniziato a vivere ogni momento con il cuore aperto. In Perù ho trovato una ricchezza che non si misura in cose materiali, ma nelle persone. La gratitudine delle famiglie, la voglia di fare della comunità, i sorrisi sinceri che ti rimangono impressi per sempre. Ho scoperto una me diversa: più umile, più consapevole, capace di guardare il mondo con occhi nuovi. Ho imparato che non servono grandi gesti per cambiare la vita di qualcuno, ma piccoli atti pieni di significato: un sorriso, una parola, una mano che si tende.
Ci sono immagini che non se ne andranno mai: i genitori i cui occhi si riempivano di gioia vedendo la loro casa finalmente finita, i bambini che correvano e urlavano per l’emozione sul campo da calcio, che si avvicinavano a noi solo per parlare e ridere insieme. Sono momenti che ti riempiono il cuore e ti insegnano che la vita vera è fatta di queste cose semplici. Sono tornata diversa.
Non sono più la stessa ragazza che è partita. Sono tornata con amicizie vere, con ricordi che porterò sempre con me, con la certezza che ho vissuto profondamente: che “c’è più gioia nel dare che nel ricevere” (frase che WeCare utilizza come suo motto). E sì, mi manca tutto: mi manca svegliarmi ogni giorno accanto alle stesse persone con cui potevo parlare di qualsiasi cosa senza sentirmi giudicata, mi manca vedere la felicità delle famiglie che ogni giorno vedevano la loro casa crescere, mi mancano i bambini delle favelas che ogni giorno correvano da te abbraciandoti… un po’ mi manca la semplicità di quei giorni.
Questa esperienza mi ha insegnato a scoprire non solo lati migliori di me stessa, ma anche delle persone che mi circondano. Ho imparato a vedere i miei amici con occhi diversi, a cogliere il loro lato positivo che lì è emerso con forza. Ho capito che la vita è troppo breve per soffermarsi sul negativo. Partire con WeCare è stato un viaggio che mi ha aperto gli occhi e il cuore. Mi ha insegnato che la vera ricchezza della vita sta nelle relazioni, nei sorrisi, nei piccoli gesti che cambiano il cuore. E ora so che non tornerò mai più la stessa: sono tornata una versione migliore di me, e questo è il dono più grande che il Perù mi ha lasciato.





