Johnson&Johnson, accordo da 5,5 mld $ per contenziosi su cancro

Last Updated: 28 Luglio 2026By

Soldi veri

Johnson & Johnson ha raggiunto un accordo per la risoluzione complessiva del contenzioso ancora aperto sul talco, con gli studi legali che guidano il procedimento multidistrettuale (Mdl) davanti alla giustizia federale e i relativi procedimenti nelle corti statali. L’intesa è condizionata, tra le altre cose, alla partecipazione di almeno il 95% dei ricorrenti ancora in causa. La proposta di risoluzione arriva dopo una sentenza favorevole della corte del Mdl e dopo che gli stessi legali dei ricorrenti hanno di fatto ammesso l’incapacità di dimostrare che i prodotti al talco dell’azienda abbiano causato il cancro ovarico in un caso specifico, la cosiddetta “causalità specifica”.

LA SENTENZA CHE HA CAMBIATO GLI EQUILIBRI

Il 22 luglio scorso la corte del Mdl aveva ordinato ai ricorrenti di dimostrare perché le cause pendenti non dovessero essere respinte per l’incapacità di provare la causalità specifica. L’ordinanza era arrivata dopo che i legali dei ricorrenti avevano ritirato i propri periti sulla causalità specifica in due casi pilota (bellwether), a seguito di un’udienza che ne aveva messo in discussione l’affidabilità scientifica. “Dopo decenni di contenzioso e un esame approfondito della scienza in un’udienza estesa, i ricorrenti hanno di fatto ammesso la propria incapacità di provare la causalità specifica ritirando i loro periti sul tema in due casi bellwether. In un momento storico, la Corte ha quindi ordinato ai ricorrenti di dimostrare perché le cause rimanenti non dovessero essere respinte, confermando quanto sosteniamo da anni: che queste richieste sono prive di fondamento scientifico e si reggevano solo su pareri di periti inaffidabili, che non hanno retto a un rigoroso esame giudiziario”, ha dichiarato Erik Haas, vicepresidente mondiale per il contenzioso di Johnson & Johnson. “Siamo convinti che l’azienda avrebbe vinto anche proseguendo il contenzioso, come è già accaduto nella stragrande maggioranza dei casi giunti a processo, ma questa risoluzione consente all’azienda di archiviare la vicenda e restare concentrata sulla propria missione di sviluppare farmaci e dispositivi che salvano vite”, ha aggiunto.

15 ANNI DI CAUSE E TRE TENTATIVI DI FALLIMENTO CONTROLLATO

La vicenda giudiziaria inizia nel 2009, quando vengono depositate le prime cause contro Johnson & Johnson, con l’accusa che il talco contenuto nel suo storico Baby Powder, contaminato da tracce di amianto, sia all’origine di casi di cancro ovarico e di mesotelioma tra le consumatrici che lo utilizzavano da anni per l’igiene intima. Il primo importante processo sul tema si tiene nel 2013, aprendo la strada a una lunga serie di verdetti, alcuni dei quali di entità record: nel 2018 una giuria del Missouri condanna l’azienda a risarcimenti per 4,69 miliardi di dollari a un gruppo di 22 donne, un verdetto poi in parte ridotto in appello ma che di fatto apre la stagione delle grandi class action sul talco.

Di fronte a una massa di cause – oltre 38mila quelle per cancro ovarico e oltre 400 quelle per mesotelioma alla fine del 2021 – Johnson & Johnson tenta per tre volte di utilizzare lo strumento del fallimento controllato per chiudere il contenzioso attraverso la cosiddetta strategia del “Texas two-step”: la creazione di una società controllata a cui vengono trasferite le sole passività legate al contenzioso, che viene poi fatta fallire per congelare le cause e negoziare un accordo collettivo attraverso il Chapter 11, mentre la casa madre resta indenne. I tentativi falliscono.

I TERMINI DELL’ACCORDO

La risoluzione proposta oggi si configura come una conclusione efficiente del contenzioso sul talco, spiega la nota diffusa dall’azienda. L’intesa richiede – tra gli altri criteri – la partecipazione degli studi legali che rappresentano i ricorrenti in tutto il contenzioso sul talco ovarico pendente nelle corti statali e federali, per almeno il 95% delle richieste ancora in essere. Prevede pagamenti per singola causa, con un impegno complessivo da 5,5 miliardi di dollari da parte dell’azienda: il primo versamento, non superiore a 3 miliardi di dollari, sarà effettuato nel 2027, mentre nessun pagamento aggiuntivo è previsto prima del 2028.

L’intesa si aggiunge ai progressi già compiuti dall’azienda nella chiusura del contenzioso sul talco, tra cui la risoluzione di circa il 95% delle cause per mesotelioma depositate, di tutte le rivendicazioni statali in materia di tutela dei consumatori e di tutte le controversie con i fornitori di talco. Johnson & Johnson sottolinea come la vicenda giudiziaria, durata 15 anni, sia a proprio giudizio priva di fondamento, ribadendo che, secondo ricerche, evidenze cliniche e decenni di studi condotti da esperti medici indipendenti in tutto il mondo, il talco cosmetico è sicuro, non contiene amianto e non causa il cancro.

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