Royal Ascot: “Cappelli stravaganti e fiumi di champagne. La Gran Bretagna si ferma per i suoi cavalli”
(di Antonella Zangaro, corrispondente da Londra, inviata ad Ascot)
Cavalli, colori e scommesse. Royal Ascot, anche quest’anno conferma di essere molto più di una semplice corsa ippica: è un rito collettivo, uno spettacolo nel quale il dress code conta quanto i purosangue in pista, e dove una sterlina può bastare per sognare in grande.
All’ingresso il controllo è rigoroso e non ammette deroghe: sul capo bisogna avere qualcosa, che sia un elegante fascinator, un cappellino d’altri tempi, un intreccio di piume o una creazione di fantasia. La regola per gli uomini è più sobria ma altrettanto rigorosa: è richiesto il Tie scuro con cappello a cilindro e zero slanci colorati.
Superato il varco, però, sono gli steccati (enclosures) a designare classi sociali e privilegi. Il Royal Enclosure apre le porte solo alla famiglia reale e a chi può avvicinarla; si entra su invito o pagando un abbonamento annuale. Più democratico il Queen Anne Enclosure che permette di girare liberamente sul “Grandstand” e sedersi davanti al Royal Ring dove sfilano le quattro carrozze dei Royals accompagnati dai loro ospiti e dove vengono premiati i vincitori delle corse ippiche.
Per tutti gli altri ci sono i prati, i picnic e lo spazio libero per la più sfrenata creatività.
Ad Ascot i colori sono i benvenuti, anzi quasi d’obbligo, e la competizione tra gli abiti non è meno accesa di quella tra i purosangue.
È anche, va detto senza troppi giri di parole, una giornata ad alta intensità alcolica. Gli ospiti accolti alla festa della tradizione, girano per i prati con cestelli di plastica colmi di ghiaccio e bottiglie di champagne, che scorre a fiumi tra un picnic e l’altro. I picnic, a loro volta, non si limitano ai prati: molti vengono allestiti direttamente nel parcheggio delle automobili, con una disinvoltura tutta britannica. Il cibo, rigorosamente fish and chips o hamburger, è chiaramente una questione secondaria. Le priorità, qui, sono altre: le corse, le scommesse, le bollicine e, naturalmente, la famiglia reale.
Ogni anno, puntuali come il calendario, i reali sfilano sul Royal Ring salutati dalla folla, per poi raggiungere il Royal Box e da lì assistere alle gare, dando libero sfogo a una passione che è insieme tradizione di famiglia e collante nazionale. A loro spetta anche il momento più atteso del pomeriggio: la premiazione dei cavalli vincenti, ultimo atto di una quattro giorni che la Gran Bretagna, ogni giugno, corre a celebrare.





