Crans-Montana, l’ambasciatore: “Riaprire il locale dei Moretti sarebbe un pugno nello stomaco”

Last Updated: 5 Giugno 2026By Tags: , , ,

Politico

“Bisogna tenere i riflettori accesi, solo così otterremo giustizia”. Con queste parole l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, è intervenuto in collegamento da Crans-Montana a ‘Storie Italiane’ su Rai1, a margine del memoriale per le vittime della strage del Constellation.

Cornado ha ribadito la fiducia nell’azione della magistratura svizzera: “La giustizia vallesana sta indagando bene e con tenacia. La procuratrice generale Pilloud ci ha assicurato, attraverso i legali, che non arretrerà davanti a nulla. Il suo compito è stabilire i fatti, accertare la verità, individuare e punire i responsabili”. L’indagine, ha precisato l’ambasciatore, si estende anche al filone del riciclaggio, con le autorità giudiziarie svizzere e italiane al lavoro in coordinamento.

IL SINDACO DI CRANS: “NESSUNA SCUSA ALLE FAMIGLIE”

Duro il giudizio di Cornado sul comportamento del sindaco di Crans Féraud, intervistato ieri da Canal9: “Siamo di fronte a un sindaco che non ha presentato le proprie scuse e le condoglianze alle famiglie, non ha augurato pronta guarigione ai feriti. Questo turba e sconvolge”.

MORETTI VUOLE RIAPRIRE UN LOCALE: “UN PUGNO NELLO STOMACO”

A scuotere le famiglie delle vittime è la notizia che nel comune di Lens i Moretti starebbero tentando di riaprire un esercizio commerciale. “Fa scalpore, fa specie e turba profondamente”, ha detto l’ambasciatore, che ha consigliato alle famiglie di promuovere una petizione aperta anche a cittadini svizzeri e francesi per impedire l’apertura. “Per le famiglie sarebbe un pugno nello stomaco. Quello che mi preoccupa è che siamo alle porte della stagione estiva: è stata vista un’insegna accesa, e questo è un segno premonitore”.

CARTELLE CLINICHE E CONTI OSPEDALIERI: QUESTIONI RISOLTE

Sul fronte consolare, Cornado ha riferito che le cartelle cliniche fermate alla dogana sono state sbloccate e recapitate a tutti i destinatari. Anche la questione delle spese ospedaliere è chiusa: “Le autorità svizzere hanno assicurato che quelle spese non saranno a carico né delle famiglie né dello Stato italiano. Un risultato ottenuto anche grazie agli incontri che il presidente della Confederazione Parmelin ha avuto con il presidente Mattarella, con il presidente del Consiglio Meloni e con il ministro Tajani”.

I RISARCIMENTI: FINO A 20 MILIONI DAL PARLAMENTO SVIZZERO

Sul fronte degli indennizzi, Cornado ha fatto il punto sulle risorse messe in campo: il Canton Vallese stanzierà 50mila franchi di contributo di solidarietà per le famiglie delle vittime e dei feriti; la legge di assistenza alle vittime prevede indennizzi fino a 200mila franchi a seconda delle condizioni finanziarie; la Fondazione Beloved, di cui fa parte anche il dottor Bertolaso in rappresentanza delle famiglie italiane, disporrà di 24 milioni di franchi. Il parlamento svizzero ha inoltre approvato un contributo di 20 milioni di franchi destinato a una tavola rotonda per negoziare eventuali soluzioni extragiudiziali.

(www.raiplay.it)

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