PizzAut, un nuovo food truck per creare lavoro e autonomia
Un food truck trasformato in uno spazio di lavoro, crescita professionale e inclusione sociale. Nasce dalla collaborazione tra il Consorzio Italia del Gusto e PizzAut il nuovo progetto presentato a Milano durante TuttoFood, con l’obiettivo di creare opportunità concrete di autonomia e inserimento lavorativo per ragazzi autistici.
Il mezzo, acquistato dal Consorzio e donato all’associazione fondata da Nico Acampora, entrerà ufficialmente nella flotta operativa di PizzAut e sarà utilizzato durante eventi, attività sul territorio e iniziative dedicate alla sensibilizzazione sull’inclusione.
Per l’avvio del progetto, i ragazzi di PizzAut sono stati coinvolti direttamente nella preparazione delle pizze e nella gestione operativa del truck, sperimentando sul campo responsabilità, organizzazione del lavoro e relazione con il pubblico.
“Il cibo può diventare uno spazio di crescita e partecipazione”, ha dichiarato Giacomo Ponti, presidente del Consorzio Italia del Gusto, sottolineando come il progetto punti a trasformare l’esperienza professionale in uno strumento concreto di autonomia. Per Acampora, il truck rappresenta “molto più di un mezzo operativo”, ma uno spazio dove i ragazzi possono confrontarsi con il pubblico, organizzare il lavoro e costruire indipendenza. Con l’iniziativa, Italia del Gusto rafforza il proprio impegno verso una cultura alimentare capace di generare valore sociale e inclusione attraverso il lavoro.
PizzAut, dall’inizio
Se non conosci ancora PizzAut, devi sapere che nel 2021 apriva a Cassina de’ Pecchi, prima periferia milanese, il primo ristorante d’Italia interamente gestito da ragazzi autistici. Ristorante con sala, cucina, prenotazioni, standard di qualità. I ragazzi assumevano un ruolo, imparavano una professione, guadagnavano. L’idea era – ed è – di Nico Acampora, ex educatore che ha un figlio autistico e che un giorno ha aperto un primo ristorante. Poi un secondo, a Monza. Poi i truck. Poi un modello che oggi viene studiato e replicato.
Il food truck
Un truck è diverso da un ristorante. È mobile, imprevedibile, richiede adattamento costante. Per ragazzi per cui la routine è spesso una ancora di salvataggio, gestire un mezzo itinerante — montar su in un posto nuovo, relazionarsi con un pubblico diverso ogni volta, tenere i tempi in uno spazio ristretto — è una palestra ulteriore. PizzAut ne aveva già qualcuno. Ma questo nuovo mezzo, donato dal Consorzio Italia del Gusto, amplia la capacità operativa dell’associazione e le permette di essere presente a più eventi, in più città, con più ragazzi coinvolti.
Cosa c’entriamo noi?
C’entriamo eccome. Perché se c’è una generazione che ha smontato il mito del lavoro come sacrificio necessario, è la nostra. E c’è il rischio reale che il rigetto del ‘lavora e basta’ si trasformi in indifferenza verso chi il lavoro fatica a ottenerlo non per scelta, ma per barriere strutturali. I ragazzi autistici in Italia hanno un tasso di occupazione che si aggira intorno al 15-20%. Non perché non siano capaci, ma perché il sistema — dai percorsi formativi al mercato del lavoro — non è costruito per loro. PizzAut è una risposta concreta a questo fallimento sistemico.
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