Oltre la logica del più forte, una generazione che sceglie la diplomazia
(di Tommaso Abis)
Negli ultimi anni sono diventate sempre più popolari le simulazioni di processi diplomatici internazionali, note come Model United Nations, un vero esperimento politico a cui partecipano migliaia di giovani da tutto il mondo. Quest’anno ho avuto la possibilità di vivere quest’esperienza in prima persona, partecipando grazie a Change the World Academy.
Ma in pratica, cos’è davvero un MUN? Non si tratta di una lezione di geopolitica ma di una specie di gioco di ruolo in cui l’obbiettivo è immedesimarsi in leader mondiali, risolvendo problemi internazionali nelle veci di paesi membri dell’ONU. Da studente dell’ultimo anno di liceo, ho scelto di intraprendere questa esperienza come occasione di orientamento, sperando che una settimana all’estero potesse aiutarmi a capire se il mondo della politica internazionale fosse un’opzione per il futuro. E posso dire che ha pienamente soddisfatto le mie aspettative.
Dopo alcuni mesi di preparazione insieme alla mia compagna di gruppo, con la quale ho rappresentato la Repubblica Ceca, siamo finalmente arrivati al momento dell’incontro con gli altri partecipanti della nostra assemblea (la General Assembly delle Nazioni Unite): circa 130 studenti provenienti da diversi Paesi. Il lavoro in sala è stato intenso, ma molto formativo. La maggior parte dei delegati era ben preparata e motivata, ci son state quindi discussioni di alto livello, veri e propri dibattiti politici. I tre giorni in commissione hanno simulato in modo realistico la vita di un diplomatico: public speaking, negoziare, costruire alleanze e trovare compromessi.
Per me è stata un’esperienza entusiasmante, soprattutto per l’esposizione a una grande varietà di idee, punti di vista e personalità di ragazzi dall’Italia e da tutto il mondo. Vivere questa esperienza a New York, e soprattutto avere la possibilità di entrare nel Palazzo di Vetro e sedermi nella sala dove sono state prese decisioni importanti per il nostro mondo, è stato davvero emozionante.
In quel momento mi sono sentito parte di una nuova generazione pronta a impegnarsi per recuperare il vero significato della diplomazia come fondamentale strumento di risoluzione dei conflitti, per provare a superare la tendenza attuale che vede la legge del più forte come unico modo per fare prevalere le proprie ragioni.
Questo senso di appartenenza ha reso la simulazione un’esperienza molto più seria, importante, al punto da poter quasi dimenticare di star interpretando dei ruoli. Nonostante ciò, va anche sottolineato un aspetto meno internazionale di quanto ci si può aspettare: la maggior parte dei partecipanti era italiana. Questo portava ovviamente a un passaggio dall’inglese ( lingua ufficiale della simulazione) a un italiano più informale, riducendo l’autenticità del contesto internazionale.
Nel complesso, consiglio vivamente un’esperienza di Model United Nations, che sia a New York o in qualsiasi altra città. È un’ottima opportunità per avvicinarsi al mondo delle relazioni internazionali, comprendere meglio le dinamiche diplomatiche e ovviamente fare nuove conoscenze.





