Manfredi Catella (Coima): “Ho perso l’ispirazione. Milano ha sbagliato narrazione e la società civile è rimasta in silenzio”
Un intervento che non nasconde certo amarezza quello di Manfredi Catella, fondatore e CEO di Coima, gruppo immobiliare che ha contribuito a ridisegnare il volto di Milano, questa mattina alla Biblioteca Ambrosiana, durante il convegno organizzato da Tempi dedicato al futuro della città, alla rigenerazione urbana e al rapporto tra pubblico e privato dal titolo ‘Milano, fine dei giochi?’. Catella, che sino ad oggi aveva affidato a note ufficiali il suo punto di vista, torna a parlare ospite ad un incontro pubblico per la prima volta. Racconta di aver vissuto l’ultimo anno in una condizione di distacco, dopo le inchieste della Procura, le indagini, i dubbi, i non luogo a procedere, il silenzio di molti. Di troppi secondo Catella: “Negli ultimi vent’anni abbiamo lavorato con impegno e passione. Io personalmente ho perso ispirazione nell’ultimo anno. Siamo andati avanti in modo meccanico, testa bassa, ma senza ispirazione. Non avevo voglia di parlare da nessuna parte, non sapevo se avessi qualcosa da dire e non sapevo se avessi voglia di ascoltare.”
La ragione, ha detto, è soprattutto civica: “La cosa più grave accaduta a Milano è stata il silenzio della società civile. Milano ha una società civile straordinaria. La propaganda c’è sempre, ma la gravità non è chi fa propaganda: è chi sta zitto.” Catella ha chiarito di essere tornato a parlare oggi per due motivi: uno personale – l’invito di un collega stimato – e uno più profondo: “Non posso far prevalere la mancanza di ispirazione. Milano ha una densità di intelligenza e competenza unica. Il silenzio non è giustificato. Se stessi zitto, ne farei parte.”
“LA NARRAZIONE SU MILANO È SBAGLIATA”
Entrando nel merito, Catella ha criticato la narrazione pubblica sulla città: “La narrazione di questa città è completamente sbagliata. La traiettoria di Milano è positiva. Quando bisogna parlare di ciò che non va, non bisogna negare il positivo: bisogna dire con lucidità, analisi, scienza e metodo cosa è mancato e come va risolto.”
“UN TREND GLOBALE”
A livello macro, l’imprenditore ha spiegato che Milano non è un’eccezione rispetto ad altre città: “Stiamo vivendo un trend mondiale dell’Occidente: le persone vanno verso le città. Le città sono le infrastrutture più importanti e stanno attraversando un periodo di aggiustamento necessario. Milano non ha nulla di diverso dalle altre città principali.” Ha ricordato che l’Italia è un Paese policentrico, a differenza di Francia, Spagna o Regno Unito, e che il tema non è Milano in sé, ma la sua area metropolitana e la mobilità.
“GLI INVESTITORI NON SONO SPECULATORI, BASTA PROPAGANDA”
Catella ha poi affrontato il tema del capitale necessario per la rigenerazione urbana: “Il capitale può essere pubblico o privato. Se è privato, basta propaganda: non c’è lo speculatore signor X. Ci sono società di gestione del risparmio vigilate, con governance, comitati rischi, comitati nomine, trasparenza e tracciabilità.” Ha spiegato come funzionano i fondi immobiliari e chi sono gli investitori: “I fondi pensione italiani vogliono un rendimento, non fanno filantropia. Se investo in BTP ho un rendimento; se investo in case ho più rischio e devo avere un premio. Un fondo coreano non ha interesse per l’occupazione italiana. I grandi gestori internazionali devono avere un livello di rendimento maggiore.” Dal punto di vista degli operatori Catella ha citato esempi virtuosi: “In Italia l’unico soggetto che ha fatto bene pubblico-privato è CDP, con Real Asset e il fondo ESGR. Sceglie operatori con procedure trasparenti. Ci sono operatori bravissimi.”
“SERVONO NORME CHIARE, CERTE, TRASPARENTI”
La parte più dura del suo intervento è stata dedicata alle regole: “La situazione a Milano è gravissima e il Comune ha una responsabilità molto rilevante.” Ha spiegato che i costi di costruzione sono aumentati e che il pubblico non ha risorse sufficienti: “Se hai bisogno del pubblico, devi trovare metodi trasparenti di incentivo: più volumi, meno oneri, quello che volete, ma in modo trasparente e oggettivo.” Ha insistito sulla necessità di norme chiare: “Se una procura interpreta una normativa non applicata correttamente, la politica deve rifare leggi chiare. Se no, noi operatori non andiamo a Roma: cambiamo Paese o settore.” In chiusura, il numero uno di Coima ha ribadito che Milano ha tutte le risorse per affrontare la crisi: “Le soluzioni ci sono tutte. Vanno affrontate con competenza tecnica, scientifica e un rapporto pubblico-privato sano e trasparente.” E ha aggiunto: “Abbiamo davanti mesi importanti. Quello che è stato detto finora dimostra che si può fare. E non è difficile.”





