Gli Etruschi, questi sconosciuti: una civiltà antica per leggere il presente

Onstage

Studiare gli Etruschi oggi non è un esercizio per appassionati di archeologia, ma un modo per interrogare alcune delle questioni più attuali del nostro tempo. Come ha scritto lo storico Jean-Paul Thuillier (latinista ed etruscologo francese, esperto di sport etrusco), gli Etruschi rappresentano una civiltà “profondamente originale nel panorama del mondo antico”, capace di sviluppare modelli sociali e culturali non riconducibili agli schemi greci o romani.

IL RUOLO DELLA DONNA

Uno degli aspetti più evidenti riguarda la posizione delle donne. Le fonti archeologiche e iconografiche restituiscono una presenza femminile attiva e visibile nella vita sociale. Thuillier osserva che le donne etrusche “non si accontentavano di attendere a casa”, ma partecipavano “ai piaceri della vita” accanto agli uomini. È un elemento che continua a interrogare il presente, perché dimostra come i modelli di genere non siano universali né immutabili, ma storicamente costruiti.

 

Piano ipogeo, urne ©Giovanni de Sandre per Fondazione Luigi Rovati

UOMO E NATURA

Altrettanto centrale è il rapporto tra uomo e natura. L’Etruria si fonda su una visione del paesaggio come spazio ordinato e sacro. Massimo Pallottino, nella sua Etruscologia, sottolinea come la religione etrusca fosse “intimamente legata all’interpretazione dei fenomeni naturali”, indicando un sistema culturale in cui l’ambiente non è oggetto di dominio ma di lettura e relazione. Inutile sottolineare che in un contesto contemporaneo segnato da una crisi climatica che rischia di essere irreversibile, questa impostazione è decisamente attuale. La civiltà etrusca è inoltre una componente fondamentale dell’identità europea, spesso oscurata dalla centralità di Roma. “Roma stessa – ricorda Giovanni Colonna (archeologo e docente) – deve molto alla precedente civiltà etrusca”, non solo sul piano politico e religioso, ma anche culturale e urbano.

Piano nobile, specchio di Marianna Kennedy_©Giovanni de Sandre per Fondazione Luigi Rovati

L’URBANISTICA

Parlare di urbanistica etrusca significa entrare in una concezione della città profondamente diversa da quella che si affermerà in età romana e, più tardi, nella tradizione moderna. Per gli Etruschi la città non è soltanto un dispositivo funzionale o amministrativo, ma un organismo complesso in cui si intrecciano religione, potere, tecnica e visione del mondo. Come osserva Pallottino, la civiltà etrusca è caratterizzata da una “unità profonda tra vita religiosa e organizzazione sociale”, che si riflette anche nello spazio urbano. È, prima di tutto, un progetto culturale. La fondazione urbana è un atto rituale. Non si costruisce dove capita, né si traccia una pianta sulla base di esigenze esclusivamente pratiche.

Piano ipogeo, urne ©Giovanni de Sandre per Fondazione Luigi Rovati

L’orientamento dello spazio, la definizione dei confini, la disposizione delle vie principali sono il risultato di un processo in cui interviene la sfera religiosa. Gli àuguri, interpretando i segni del cielo, stabiliscono l’ordine della città, che diventa così una proiezione terrestre di un ordine cosmico. Colonna sottolinea come “la delimitazione dello spazio urbano avvenisse secondo principi religiosi precisi”, mentre l’archeologo Mario Torelli parla di una città concepita “in rapporto a un ordine superiore, di natura cosmica”. Questo principio, che sarà poi ripreso e sistematizzato dai Romani, trova nell’esperienza etrusca una delle sue prime formulazioni coerenti.

LA COMUNICAZIONE

Un ulteriore elemento di attualità riguarda la comunicazione. La civiltà etrusca è fortemente simbolica: rituali, iconografie e pitture raccontano un sistema complesso di significati. In un’epoca dominata dallo storytelling e dalla cultura visiva, questo patrimonio si rivela uno strumento utile per comprendere come le società costruiscono e trasmettono identità.

FONDAZIONE ROVATI E FONDAZIONE FAINA

Non è un caso che proprio gli Etruschi siano oggi al centro di nuove sperimentazioni nella divulgazione culturale. Esempi concreti èsono l’accordo tra la Fondazione Luigi Rovati di Milano e la Fondazione per il Museo Claudio Faina di Orvieto e il progetto ‘Via Etrusca’ sviluppato da Skylab Studios. Due operazioni differenti che ci raccontano come gli Etruschi siano oggi materia di produzione culturale contemporanea. La collaborazione tra le due Fondazioni punta a costruire una piattaforma di ricerca capace di rimettere al centro la civiltà etrusca come sistema complesso che ha continuato e continua ad esercitare una forte influenza sull’immaginario artistico, ben oltre i confini cronologici dell’antichità. Non solo dunque archeologia, ma anche riflessione sulla fortuna degli Etruschi nelle arti moderne e contemporanee. 

Facciata esterna Fondazione Luigi Rovati©Giovanni De Sandre

IL PODCAST DI SKYLAB: PROTAGONISTA TANAQUILLA

Parallelamente, il progetto ‘Via Etrusca’ di Skylab Studios lavora su un altro fronte, quello della narrazione e dell’accessibilità. Il podcast in sette episodi dedicato ai siti UNESCO di Necropoli di Tarquinia e Cerveteri utilizza un linguaggio contemporaneo per trasformare la ricerca storica in esperienza immersiva. La scelta di un format come la ‘macchina del tempo’ non è solo un espediente narrativo, ma una strategia per rendere la complessità fruibile. L’uso dell’intelligenza artificiale per la clonazione vocale, la traduzione multilingua e l’integrazione con una web app che combina realtà aumentata e virtuale rende possibile il passaggio da una fruizione locale e specialistica a una diffusione globale e inclusiva. La narrazione si avvale della partecipazione dell’attrice Maria Grazia Cucinotta, che presta il volto e la voce alla figura emblematica della regina Tanaquilla e del critico d’arte Vittorio Maria de Bonis.

Maria Grazia Cucinotta

Vittorio Maria de Bonis

Il percorso, curato editorialmente da Maria Vittoria Alfieri e Valeria Marchionne, con il sound design di Sergio Foroni, il suono del maestro Marco Guidolotti e la consulenza archeologica di Martina Mariani, si snoda attraverso un itinerario cronologico che parte dalle origini della civiltà etrusca per giungere fino all’epoca contemporanea. La scelta di Tanaquilla come protagonista non è casuale: figura centrale della società etrusca, attraverso gli episodi la regina guida l’ascoltatore e il professor De Bonis tra le bellezze del territorio, dalla complessa spiritualità legata al mondo dell’aldilà ed alla simbologia delle pitture tombali, fino alla scoperta delle trasformazioni urbanistiche che hanno segnato Tarquinia e Cerveteri attraverso il tempo.

 

 

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