Disturbi alimentari, Fondazione Bullone in campo con ‘Voto 10 con riserva’

Last Updated: 25 Marzo 2026By Tags: , ,

Onstage

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) sono malattie complesse e silenziose: l’eccessiva ricerca dei risultati, l’insoddisfazione e l’isolamento possono nascondere disturbi alimentari. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità il 59% dei casi riguarda la fascia d’età tra i 13 e i 25 anni, ma è sempre più preoccupante l’abbassamento dell’età d’esordio, con diagnosi già intorno agli 8-9 anni. In questo contesto nasce ‘Voto 10 con riserva’, la campagna di sensibilizzazione promossa da Fondazione Bullone, insieme al Reparto di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Ospedale Niguarda, ideata con il supporto dell’agenzia creativa Next Different, con il sostegno di Fondazione Guido Venosta e il patrocinio di Fondazione Italia Patria della Bellezza.

FONDAZIONE BULLONE

Cos’è Fondazione Bullone? “È una fondazione che lavora con ragazzi e ragazze che hanno diverse esperienze di malattie importanti: parliamo di tumore, disturbi alimentari, malattie rare, disabilità di vario tipo”, spiega Sofia Segre Reinach, direttrice della Fondazione. “Quello che facciamo noi non è occuparci di una patologia specifica, ma cercare di accompagnare i ragazzi nella riscoperta di loro stessi oltre la malattia. Lo facciamo intercettando i ragazzi negli ospedali e nei reparti con cui lavoriamo e poi cercando di traghettarli nella vita sociale, nella vita professionale, al di fuori delle mura ospedaliere”.

‘IL BULLONE’

“Abbiamo diverse attività, tra cui un’area di lavoro editoriale che si sviluppa attraverso un giornale mensile che si chiama ‘Il Bullone’, che cerca di far luce e di portare fuori la voce dei ragazzi malati, ma anche non malati, quindi anche il mondo dei ‘sani’, per cercare di portare fuori una voce sul mondo e sulla società fatta di storie e di autenticità”, spiega Sofia Segre Reinach.

‘VOTO 10 CON RISERVA’

L’obiettivo della campagna è quello di aiutare a comprendere e prevenire alcuni dei segnali con cui questa malattia si manifesta e indirizzare verso i centri di cura qualificati dell’Istituto Superiore della Sanità. Spesso queste patologie non vengono identificate tempestivamente a causa di una scarsa consapevolezza sociale e della tendenza a sottovalutarne la natura psicologica. Tuttavia è proprio nella fase precoce che l’intervento può fare la differenza, è fondamentale comprendere che i cambiamenti del corpo rappresentano solo l’effetto visibile di un disagio più profondo, mentre il ritardo nella diagnosi e interventi non adeguatamente qualificati costituiscono tra i principali fattori di cronicizzazione della malattia.

I DISTURBI ALIMENTARI

Il mese di marzo è dedicato ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e la Fondazione Bullone ha svolto una ricerca su questa patologia. Come Fondazione, spiega la sua direttrice “lavoriamo anche nella produzione di campagne e prodotti editoriali e, in questo caso, l’ospedale Niguarda, il reparto di dietetica e nutrizione clinica, ci ha chiamato proprio perché c’era un bisogno: quello di cercare di sensibilizzare le persone, il mondo degli adulti, su questa tematica”.

“I disturbi del comportamento alimentare sono oggi la seconda causa di mortalità tra i nostri ragazzi. L’età si sta abbassando sempre di più: alcune diagnosi arrivano proprio a 8-9 anni. Essendo una patologia psicologica e psichiatrica molto complessa, è fondamentale cercare di prevenirla attraverso la conoscenza, la consapevolezza e la sensibilizzazione”.

NEL 2025 3,6 MILIONI DI CASI DI ITALIANI COINVOLTI DAGLI OTTO ANNI IN AVANTI

Nel 2025 in Italia hanno sofferto di disturbi dell’alimentazipone 3 milioni e 598 mila persone, il 30% delle quali sotto i 14 anni. I dati rilevano un abbassamento dell’età dei primi sintomi a 11-12 anni ma anche 8-9 anni. L’anoressia oggi non rappresenta  più la maggioranza delle diagnosi ma il 30%, il restante 70% è distribuito tra bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata. Tra questi ultimi casi rientrano i soggetti che non mangiano per paura di soffocare, quelli ossessionati non tanto dalla magrezza ma dalla muscolosità (bigoressia o vigoressia) e quelli che non mangiano per paura di ingerire cibo non sano.

COME ACCORGERSI DELL’INSORGERE DELLA MALATTIA

Ma come accorgersi dell’insirgere della malattia? A tavola si possono percepire i primi campanelli di allarme. I ragazzi iniziano a mangiare molto lentamente, masticano lungamente senza alzare gli occhi dal piatto. Poi c’è il cambiamento del carattere a destare i primi allarmi. Chi ne soffre diventa triste, irritabile, con soventi sbalzi d’umore e scarsa concentrazione. Cercano di mangiare da soli e si chiudono spesso in casa evitando di uscire con gli amici.

“Noi non siamo medici, quindi non possiamo dare suggerimenti clinici, però sicuramente, se c’è un disagio e un isolamento sociale, quello è un segnale importante. Questa campagna, per esempio, crea un allarme sulla performance eccessiva, cioè sulla ricerca ossessiva della performance: quando si vede un cambiamento, una trasformazione quasi ossessiva, lì c’è un campanello d’allarme. È un segnale che il ragazzo sta parlando”.

COME INTERVENIRE

I genitori che hanno un figlio o una figlia con disturbi alimentari non devono colpevolizzarli insistendo sul fatto che ‘tu devi mangiare di più’ o ‘non fare i capricci’ ma cercare un aiuto esternoche può arrivare dai dagli oltre duecento centri di cura e associazioni presenti su territorio nazionale. Il percorso di assistenza è coperto dal servizo sanitario. Chi si affida alle cure nel primo anno ha una probabilità di guarigone del 90%

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