Il mercato italiano della musica supera i 500 milioni, Lombardia accelera sulla Music Commission
Il mercato discografico italiano consolida il proprio percorso di crescita e rafforza il suo peso nell’economia culturale. Nel 2025 i ricavi della musica registrata hanno raggiunto i 513,4 milioni di euro, con un incremento del 10,7% rispetto all’anno precedente. Un risultato che non solo supera le medie europea e globale, rispettivamente pari al 5,6% e al 6,4%, ma conferma l’Italia tra i principali player internazionali: terzo mercato dell’Unione Europea e undicesimo a livello mondiale.
Il dato, diffuso da FIMI, certifica l’ottavo anno consecutivo di crescita del settore e segna un passaggio simbolico rilevante: il valore della musica registrata ha superato quello del box office cinematografico nazionale, fermo a 496,5 milioni di euro. Un sorpasso che restituisce la misura di un cambiamento strutturale nei consumi culturali e nei modelli di business dell’entertainment.
In questo contesto si inserisce l’iniziativa di Regione Lombardia, che punta a rafforzare ulteriormente il comparto attraverso la creazione di una Music Commission. L’obiettivo è duplice: da un lato sostenere la produzione musicale sul territorio, dall’altro favorire l’integrazione con il settore audiovisivo, seguendo modelli già consolidati in ambito cinematografico.
La Lombardia rappresenta già oggi il principale hub italiano della filiera musicale. La regione concentra circa il 32% delle sedi operative e il 24% delle sedi legali delle imprese indipendenti, confermandosi come il centro nevralgico del comparto. Sul territorio operano oltre 800 imprese, con circa 5.000 addetti tra case discografiche, studi di registrazione, etichette e servizi collegati.
Milano, in particolare, si afferma come capitale dell’industria musicale nazionale, ospitando il maggior numero di aziende discografiche del Paese. Accanto ai grandi operatori, il tessuto delle etichette indipendenti — particolarmente radicate tra Milano e Brescia — svolge un ruolo strategico nello scouting e nello sviluppo di nuovi talenti, accompagnandoli lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione.
La possibile nascita di una Music Commission regionale si inserisce dunque in una logica di sistema: strutturare un settore già forte, migliorare le connessioni tra musica, audiovisivo e industria creativa e aumentare l’attrattività del territorio per produzioni nazionali e internazionali.





