Avvocato Ligas, il penalista che non cerca di piacere a nessuno
C’è una Milano che non è solo skyline e finanza, non è solo design week, fashion week e vernissage. È la Milano del tribunale, del Palazzo di Giustizia, delle vite sospese. È qui che nasce Avvocato Ligas, primo legal drama prodotto da Sky Original, dal 6 marzo su Sky e in streaming su NOW, prodotto da Sky Studios e Fabula Pictures e tratto dal romanzo di Gianluca Ferraris (Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti, Corbaccio). Non è il primo legal drama in assoluto ovviamente. Ricordiamo qui ‘Il processo’ con Vittoria Puccini e Francesco Scianna, ma più thriller giudiziario che procedural. Poi ‘Il sistema’, in questo caso più crime-finanziario che legal puro. Sicuramente anche ‘Studio Battaglia’, con le bravissime Lunetta Savino e Barbora Bobulova (tra le altre), legal familiare e sentimentale, forse il caso più vicino a un legal drama contemporaneo Rai. Ma il tono è più relazionale, meno giudiziario.
Avvocato Ligas è un’indagine sull’ambiguità, sulla giustizia come campo di battaglia morale. E soprattutto su un uomo che vive costantemente sul filo tra genio e autodistruzione.
ARGENTERO: “LIGAS E’ TUTTO CIO’ CHE NON HO AVUTO IL CORAGGIO DI ESSERE”
Al centro del racconto c’è Lorenzo Ligas, interpretato da Luca Argentero, qui in una delle prove più complesse della sua carriera. Penalista brillante del Foro di Milano, definito ‘la rockstar del Tribunale’, Ligas è elegante, affilato, irresistibilmente sicuro di sé. Ma anche cinico, spregiudicato, sessualmente irrequieto, incapace di sottrarsi alla tentazione dell’autosabotaggio. “Ligas è tutto quello che ho sempre sognato di essere e non ho mai avuto il coraggio di essere”, ha raccontato Argentero alla presentazione milanese della serie. “Una parte di me vorrebbe avere alcune sue caratteristiche, ma la mia torinesità, il mio understatement genetico, me lo impediscono. Forse è per questo che mi sta così simpatico”. Dopo anni nei panni dell’eroe positivo – dal medico rassicurante di Doc ad altri ruoli ‘senza macchia’ – l’attore sceglie di confrontarsi con le zone d’ombra: “È divertente lavorare sui difetti, sulle debolezze invece che sui punti di forza”. Tra le suggestioni dichiarate, un riferimento preciso: Better Call Saul. Anche lì un avvocato disastrato che perde tutto e deve ricostruirsi pezzo per pezzo.

UN PROTAGONISTA DIVISIVO
La mente di Ligas funziona come un laboratorio forense permanente: ogni dettaglio è un indizio, ogni parola un’arma, ogni incongruenza una crepa da allargare. Ma lo stesso meccanismo che lo rende un fuoriclasse lo consuma dall’interno. Beve troppo. Ama male. Tradisce. Perde il controllo proprio quando sembra averlo in pugno. La serie lo intercetta nel momento della caduta: licenziato dallo studio prestigioso in cui era partner dopo una relazione con la moglie del dominus, nel pieno di una separazione dolorosa, costretto a reinventarsi esercitando dal bordo piscina di un club esclusivo. Senza studio, senza stabilità, senza alibi.

Luca Argentero © Images: 2025 Sky Studios Limited
IL ‘CASO DELLA SETTIMANA’
La struttura è procedurale: ogni episodio presenta un caso diverso. Ma non si tratta mai solo di un impianto giudiziario. La scrittura, guidata da Federico Baccomo – ex avvocato prima di diventare sceneggiatore – utilizza i processi come lente per interrogare il presente. “I casi sono moralmente ambigui”, ha spiegato Baccomo. “Non c’è mai un giusto o uno sbagliato vero. Ligas dà una risposta, ma non è detto che sia quella giusta”. I suoi clienti sono “pecore nere”, reietti, imputati che nessuno vuole difendere. Per lui, però, restano innocenti fino a prova contraria. Difendere non significa giustificare: significa cercare la verità nella zona grigia. Il vero processo, in fondo, è il suo.
MILANO FINALMENTE NON STEREOTIPATA
La serie costruisce una Milano stratificata e non stereotipata. Dal Palazzo di Giustizia di Corso di Porta Vittoria a Piazza San Babila, dai Navigli a Porta Nuova, fino a Brera e Isola, la città non è cartolina ma tessuto drammaturgico. “Vediamo una nuova versione della Milano da bere”, ha spiegato Nils Hartmann, Executive Vice President Sky Studios Italia, annunciando che sono già in lavorazione le stagioni 2 e 3. È una Milano che affascina e isola, che seduce e respinge. Una città che lascia soli ma pretende eccellenza. E Ligas è il prodotto perfetto di questo ecosistema.
IL CONTRASTO COME CIFRA STILISTICA
La regia di Fabio Paladini lavora sul contrasto: simmetrie rigorose nelle aule, camera a mano “calda” nei momenti di sbandamento, lenti deformanti per restituire la percezione alterata del protagonista. Il montaggio è frammentato, nervoso, quasi a mimare la mente iper-analitica di Ligas. Anche la fotografia di Gogò Bianchi traduce visivamente il conflitto tra eleganza e disordine: luce morbida ma colori vivi, composizioni volutamente sbilanciate. Ligas non è mai pienamente centrato nel fotogramma. È sempre un passo fuori asse. La musica di Francesco Cerasi mescola blues, suggestioni tribali e rielaborazioni elettroniche. Chitarre distorte per l’andatura spavalda; suoni sottili quando emerge l’acume ironico.

Marina Occhionero © Images: 2025 Sky Studios Limited
LE DONNE DI LIGAS
Accanto a lui, tre figure decisive: Marina Occhionero nei panni della praticante Marta Carati; Barbara Chichiarelli come pubblico ministero Annamaria Pastori, antagonista etica e magnetica; Gaia Messerklinger nel ruolo dell’ex moglie Patrizia Roncella. E poi la figlia Laura, l’unica capace di far emergere il lato più fragile e autentico dell’avvocato.

Barbara Chichiarelli © Images: 2025 Sky Studios Limited – Sky Italia S.r.l.





