Altro che ‘canzonette’. Sanremo genera ricadute per oltre 252,1 milioni di euro
Altro che ‘sono solo canzonette’. L’impatto che il Festival di Sanremo è in grado di generare a livello economico è di tutto rispetto. Lo ha calcolato uno studio EY-Parthenon, quantificandolo in 252,1 milioni di euro, in termini di valore della produzione. e di 96 milioni di valore aggiunto con un’occupazione attivata di 1.310 unità. Nel calcolo sono compresi 20 milioni di spese di organizzazione presunte e 70 milioni per pubblicità e sponsor. (dati stimati sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili).
Il profilo di spesa giornaliero dello spettatore comprende: 20 euro per il trasporto; 300 per il pernottamento, 75 per la ristorazione 75 per lo shopping. 30 euro per la voce ‘altro’.
Mediamente, è stato calcolato, uno spettatore con biglietto pernotta 2 giorni; uno con abbonamento 4 giorni di pernottamento in media. Un professionista 5 giorni. Si assume una percentuale di posti occupati dagli spettatori pari al 90% del totale nelle cinque serate.
Il Festival, giunto nel 2026 alla sua 76ª edizione, si conferma dunque capace di attivare una catena di spesa che va dalla produzione televisiva all’ospitalità, dal marketing alla consulenza, fino ai servizi amministrativi e alle costruzioni. In termini di moltiplicatori, ogni euro speso o investito attiva più di due euro di produzione lungo l’economia, a dimostrazione dell’elevata capacità di trascinamento dell’evento.
I CANALI DI GENERAZIONE DEL VALORE
La scomposizione per canale mostra come la parte più consistente del valore derivi da pubblicità e sponsor, che da soli generano oltre 175 milioni di euro di produzione e più di 800 occupati equivalenti. Seguono le spese organizzative, che attivano circa 48 milioni di euro, e la spesa di spettatori e professionisti, pari a oltre 28 milioni di euro, legata principalmente a pernottamenti, ristorazione, trasporti e shopping locale. Questo dato conferma la doppia natura del Festival: da un lato grande evento mediatico-finanziato, dall’altro potente attrattore turistico e professionale.
LE FILIERE COINVOLTE
L’analisi settoriale evidenzia che il comparto maggiormente beneficiato è quello della produzione cinematografica, televisiva e musicale, che concentra la quota più elevata di valore e occupazione. Accanto a esso emergono i servizi di alloggio e catering, la <strongpubblicità e il marketing, le attività amministrative e di consulenza e, in misura minore ma non trascurabile, le costruzioni e le attività immobiliari.
Nel complesso, l’effetto rete è pervasivo: Sanremo attiva un numero elevato di settori grazie a filiere di fornitura capillari, dimostrando come un evento culturale possa funzionare da piattaforma economica trasversale.
Misurare questo impatto, come sottolinea l’analisi EY-Parthenon, è un passaggio fondamentale per comprendere appieno il ruolo del Festival oltre la dimensione dell’intrattenimento. In un contesto in cui eventi e contenuti sono sempre più chiamati a dimostrare sostenibilità economica e ricadute concrete, Sanremo si conferma un unicum nel panorama italiano: una manifestazione che, anno dopo anno, continua a produrre valore ben oltre la musica.





