La moda a Milano Cortina 2026, tra extravaganza e eleganza (firmata Armani)
(di Smeralda Boniolo e Maria Elena Molteni)
Tra spettacolo globale e racconto identitario, Milano Cortina 2026 si conferma anche vetrina culturale, simbolica, estetica. E se nei giorni dell’inaugurazione il dibattito si è acceso sullo stile della delegazione italiana – giudicato da alcuni commentatori internazionali e dai social “troppo grigio” o “troppo ‘poco’ per un’Olimpiade” rispetto a scelte più vistose di altre nazioni – è proprio in quella sobrietà che si legge la cifra dell’eleganza italiana.
Un’eleganza che porta un nome preciso: Giorgio Armani.

Photo credit: SGP
LA CERIMONIA DI APERTURA
La cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026, ideata con il contributo creativo di Giorgio Armani, si è svolta il 7 febbraio a San Siro in forma diffusa ed è stata trasmessa in diretta in tutto il mondo. Armani è stato coinvolto direttamente nella progettazione della cerimonia, contribuendo alla definizione del concept e disegnando l’ingresso delle bandiere. La prima fase ha visto la consegna del vessillo al picchetto d’onore: sessanta modelle, suddivise in tre gruppi, hanno sfilato in completi pantalone monocromatici Giorgio Armani nei colori della bandiera italiana, precedendo la portabandiera Vittoria Ceretti, in un abito bianco Giorgio Armani Privé realizzato su misura. (photo credit Pagliaricci CONI)

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A firmare le divise della delegazione italiana è stata EA7 Emporio Armani, Partner della Fondazione Milano Cortina 2026 e Official Outfitter dell’Italia Team. Pantaloni e giacca bomber in twill di lana grigio mélange idrorepellente, dettagli tricolore, scritta “Italia” sul retro e accessori tecnici: un look pensato per essere indossato, vissuto, non solo mostrato.

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TRA EXTRAVAGANZA E PRATICITA’
Il 5 febbraio Milano ha ospitato la prima sfilata olimpica, iniziativa del Comitato Olimpico Internazionale per intrecciare creatività, identità nazionale e performance. Una prima passerella globale, in cui si sono alternati linguaggi estetici molto diversi.
Ad aprire l’evento sono stati 26 modelli unici realizzati dagli studenti dell’Accademia di Brera, ispirati alle ultime Olimpiadi svoltesi a Cortina. Successivamente l’Olympic Collection, la collezione di capi di ogni nazione ispirata ai Giochi Olimpici. Infine, ogni atleta ha sfilato con i look del proprio Comitato Olimpico Nazionale.
In quest’ultima categoria si è alternata una proposta di capi extravaganti, voluminosi e distintivi a capi semplici, pratici e più accessibili. Il look che di sicuro non è passato inosservato è quello della Mongolia, che non ha fatto sfilare dei “vestiti”, ma la propria storia e cultura, presentandosi ai Giochi come la nazione più elegante.
Un altro look sorprendente e all’avanguardia è stato quello di Haiti, che ha utilizzato materiali tecnici per creare capi molto vicini agli abiti tipici del Paese. C’è anche chi, come Canada, Stati Uniti e Gran Bretagna, ha optato per qualcosa di più pratico e semplice, ma distintivo nei colori e nelle lavorazioni.
L’Italia, vestita Giorgio Armani, si è distinta anche in questo caso per la sua semplicità e per lo studio che sappiamo esserci dietro ogni capo, realizzato soprattutto per essere pratico. Pantaloni e giacca bianchi richiamano le nostre montagne; l’unico colore diverso è quello della bandiera. Così possono sembrare anche troppo semplici, ma l’interno della giacca nasconde un segreto: la prima strofa dell’Inno di Mameli stampata su tutto il tessuto.
I nostri atleti sembrano dei fiocchi di neve pronti a brillare sulle piste e, come i fiocchi di neve, sono tutti diversi tra loro, sia per sport sia per carattere.
Queste differenze rendono ogni atleta unico, capace di regalare emozioni uniche e indimenticabili.
Video credit: @ITALIATEAM / INSTAGRAM






