‘L’uomo nel lampo’ di Paolo Jannacci e Stefano Massini sulle morti bianche

Last Updated: 9 Febbraio 2024By Tags: , ,

Sanremo

‘L’uomo nel lampo’ sulle morti bianche è il brano che Paolo Jannacci e Stefano Massini portano sul palco dell’Ariston. Dei 1.485 lavoratori e lavoratrici che nel 2023 sono andati a lavorare e non hanno più fatto ritorno a casa. ‘L’uomo nel lampo’ è il brano presentato nel corso della terza serata sanremese nello spazio cheAmadeus ha voluto riservare ai temi sociali.

STEFANO MASSINI

“Questo – dice Massini –  è il festival della canzone italiana e si sono cantate tantissime e bellissime canzoni d’amore. L’amore su questo palcoscenico è stato declinato in tutte le sue forme possibili e immaginabili. Ma c’è un amore di cui non si parla mai viceversa ed è un amore invece fondamentale, è un amore che dovremmo avere per i nostri diritti. Diritti che ci spettano, chiunque tu sia”.

“Ognuno di noi nella vita ha i propri amori che lo qualificano, lo identificano, gli danno una identità. Ma anche e sopratutto dei diritti che stanno alla base di una parola, una parola che in questo mondo di facili, stupide polemiche in cui tutto quanto viene spesso bollato con questa parola ‘retorica’ che poi non si sa neppure cosa voglia dire, c’è una la parola che in realtà questa sera voglio far risuonare davanti a tutte queste persone che ci stanno guardando, perchè è una parola invece molto bella ed è la parola dignità. Evviva la dignità”.

‘L’UOMO NEL LAMPO’

Ehi, ehi Michè, sono io Michè questa voce lontana,dicono sai la vita è strana
ma più che strana è proprio bastarda, e io lo so perchè mi riguarda
da quando il mio filo si è rotto sono una foto appesa in salotto
e in quella foto oltretutto ma dai Michè sono così brutto.

Occhi chiusi, viso scuro che se mi avessero detto,
giuro ‘questa foto resterà di te’ accidenti Miche’
mi sarei messo in posa, uno, due, tre flash. perfetto
Sono io sì, sono l’uomo di cui ti hanno detto
che un lampo lo portò via e a te non resta che una fotografia

C’era una volta un uomo che vide come un lampo,
sorrise e alzò le mani come per abbracciarlo.
L’uomo nel lampo che non è più tornato,
lo videro in quel lampo e lì si è addormentato.
Proprio quel lampo che portò via mio padre,
e che da quel momento è musica nel vento

Sai Michè non è che sono solo in questo posto
c’è più folla che a Rimini d’agosto
tutti come me, finiti fuori pista,
tutti fuori dalla lista

tutti con il marchio addosso
di questo paradosso
che il volo porta sotto terra
e l’operaio muore come in guerra

ma io Michè, io che ridevo anche dei guai
io che la battuta non mi mancava mai,
quando mi dicono la fabbrica è una miniera
rispondo no, piuttosto è una galera
perchè loro si fanno l’ora d’aria
e pure noi nel senso che saltiamo in aria
e nelle fiamme di sei metri e via
passi da uomo a fotografia

C’era una volta un uomo che vide come un lampo
sorrise, alzò le mani come per fermarlo
L’uomo nel lampo che non è più tornato, lo videro in quel lampo
in questo lampo non ha odore nè colore.
Il lampo uccide senza far rumore
Poi ti guardi ad uno specchi e li vorresti perdonare

Eh va beh basta dai da questa foto mi guardo intorno
e non ho smesso un solo giorno in silenzio,
fotografato e muto di dirti,
ciao Michè sono il padre che non hai conosciuto

 

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