Annalisa: “Gestisco le mie fragilità con la musica e i sogni”

Last Updated: 9 Febbraio 2024By Tags: ,

Sanremo

Annalisa, tra le più accreditate vincitrici del Festival di Sanremo, confessa, a poche ore dell’esibizione della quarta serata. di gestire le fragilità “con la musica e i sogni”. Tra le più accreditate vincitrici del Festival di Sanremo, l’artista continua a sognare, “un sogno che mi porta lontano”. Un sogno che Annalisa porterà anche in musica nella serata delle cover. Accompagnata da La Rappresentante di Lista e dal Coro Artemia, porterà sul palco dell’Ariston ‘Sweet Drdeams’ degli Eurythmics. “Ho scelto questo brano -spiega- proprio perchè parla di sogni. I sogni sono pericolosi perchè sono forti e forse sono proprio loro a muovere tutto, a farti viaggiare, a farti prendere le decisioni. A volte ti travolgono, a volte ne siamo dipendenti ma è una dipendenza bellissima”.

I SOGNI

“Io sono qui proprio per questo: per un sogno, il sogno della musica. Un sogno che ho sempre inseguito e continuo a inseguire con forza, fin da bambina scegliendo di studiare musica e canto, di cominciare a scrivere. Non è stato semplice perchè per una ragazzina di paese, di provincia molte cose appaiono insormontabili e molto lontane. Ma un sogno non si ferma di certo per questo e da 13 anni lo inseguo. E’ stato un percorso pieno di sfide, non sempre facili, ma ogni passo è stato importante”.

LE FRAGILITA’

Ma il percorso artistico di Annalisa è fatto di sogni ma anche di fragilità, condizione comune con molti artisti della sua generazione. “Metto tutte le mie fragilità all’interno delle mie canzoni. La stessa ‘Sinceramente’ (brano in gara al Festival ndr) parla di fragilità, di momenti non solo luminosi ma pieni di ombre. Per me le fragilità sono una cosa importantissima e penso che senza punti interrogativi e senza le ombre non posso nascere neppure le canzoni felici, Credo che nasca tutto da una specie di tormento interiore, che sia lieve o che sia più profondo nasce tutto da lì”.

‘SINCERAMENTE’

In ‘Sinceramente’ racconto anche questo, spiego che serve spazio per gestire le proprie fragilità. Sorridere è bellissimo e meraviglioso, raccontare i momenti di gioia è emozionante ma è più facile. Parlare di tutto il resto meno. C’è bisogno anche di comprendere che uno vive le proprie fragilità a modo suo e le gestisce a proprio modo. Io le mie fragilità le gestico con le canzoni, le metto tutte lì”.