Alessandra Amoroso: “Dopo la valanga d’odio ora sono libera”

Last Updated: 6 Febbraio 2024By Tags: ,

Sanremo

Alessandra Amoroso dopo un anno e mezzo vissuto tra insulti e minacce ricevuti via social porta a Sanremo il brano ‘Fino a qui’. Un brano “che parla di cadute” dalle quali è riuscita a rialzarsi più libera di prima prima. Nell’ultimo anno e mezzo, spiega “mi sono sentita sopraffare da situazioni che in quindici anni di carriera non mi ero mai trovata a dover affrontare. Una valanga d’odio mi ha investita da un giorno all’altro, e non parlo dei meme su cui ho sempre scherzato per prima, ma parlo degli insulti molto gravi e delle minacce di morte che mi arrivavano quotidianamente”.

LA VALANGA D’ODIO

Una valanga d’odio “iniziata qualche giorno prima che affrontassi uno dei momenti più importanti della mia carriera, il mio primo concerto a San Siro. Ero talmente concentrata che non mi sono resa conto subito di tutto ciò che stava succedendo intorno a me. Subito dopo San Siro, l’adrenalina ha cominciato a scendere e parallelamente ho iniziato a percepire davvero quale fosse la gravità della situazione”. L’artista dà quindi lettura di tutta una serie di insulti ricevuti. “Solo un piccolo assaggio di quelle migliaia di commenti che ogni giorno, per mesi, ho ricevuto quotidianamente e che ovviamente mi hanno ferita profondamente. Ma mentre dentro soffrivo, l’unica reazione che riuscivo ad avere verso il mondo esterno era la rabbia. Sono arrivata al punto che nemmeno io mi riconoscevo più. Mentre cercavo di capire come affrontare quell’odio che arrivava dal mondo social, succede qualcosa che mi fa capire che ormai la cosa era andata oltre. Che il giudizio, che non era rivolto solo alla cantante Alessandra Amoroso ma si stava riflettendo anche su Alessandra come persona. Mi sono sentita messa all’angolo”.

LA FUGA

Dopo aver portato a termine il tour nei palasport “con moltissima fatica perché avrei voluto solo isolarmi e scappare via da tutto” la fuga. Alessandra si è concessa “finalmente di non stare bene. Ho deciso di allontanarmi, avevo bisogno di prendermi del tempo per ritrovare un equilibrio con la musica, con me e con gli altri. Sono scappata in Colombia. Per tutto il periodo in cui sono rimasta li non c’è mai stato uno momento in cui mi sia detta di voler tornare. Sentivo la necessità di stare lontano, era quello di cui avevo bisogno. Solo la mattina del 28 febbraio, dopo una chiamata con il mio migliore amico, mi sono resa conto di dover tornare in Italia. Di dover affrontare tutto quello che avevo lasciato.  Lo dovevo a me e a tutte quelle persone che non hanno mai smesso di dimostrarmi il loro amore”.

IL RITORNO

Rientrata in Italia “ho ripreso il mio percorso di psicoterapia. Non è stato facile, ma piano piano mi ha aiutato a trovare una prospettiva nuova. Vedere non solo me stessa ma anche il mio lavoro con quello che comporta. Solo quando l’ho accettato mi sono riavvicinata alla musica. In quel periodo, mi hanno contattata Takagi e Ketra dicendomi che avevano una bozza di brano da sottopormi. Siamo entrati in studio insieme a Federica Abbate e Jacopo Ettorre e piano piano che il brano prendeva forma, mi rendevo conto che rappresentava esattamente quel mio momento”.

Il film “conteneva riferimenti al film ‘L’odio’. Tra le scene più significative quella in cui i protagonisti raccontano di un uomo che si getta dal 50esimo piano di un palazzo. Ad ogni piano si ripete ‘Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene’. Quell’immagine mi ha fatto venire un nodo allo stomaco. Ho preso quell’immagine, l’ho interpretata a modo mio e ho capito che avrei potuto darle un finale diverso da quello del film. Ho deciso che per quanto mi riguarda non conta la caduta. Non conta nemmeno l’atterraggio. La cosa che conta è come ci si rialza e soprattutto cosa si decide di imparare da quella ‘caduta’. E’ così che è nata la mia ‘Fino a qui'”.

‘FINO A QUI’

“Credo che questo brano sia un po’ un abito che io mi sono cucita addosso. Un brano che esprime esattamente ciò che ho bisogno di dire in questo momento della mia vita. Credo anche però che le cadute facciano parte della vita di ognuno di noi e spero che questo abito possa adattarsi a chiunque lo ascolti. Che possa dare un messaggio positivo a chiunque stia vivendo un momento di difficoltà. Per questo ho deciso che sarebbe stato il brano giusto da presentare su un palco come quello di Sanremo. Ho sempre dichiarato negli anni che avrei aspettato la canzone giusta per partecipare in gara e credo che questa lo sia”.