Anche la musica barocca di scena a Sanremo

Sanremo

Anche la musica barocca di scena a Sanremo. Mercoledì 30 gennaio e sabato 3 febbraio, alle 18 alla Chiesa Luterana, in agenda i due concerti che chiuderanno la rassegna dedicata.

IL MAESTRO FRANCO INVIDIA

L’Orchestra sinfonica si sdoppia tra le prove all’Ariston e a la quarta edizione del Festival di Musica Barocca. Come il M° Franco Invidia, primo violino dell’Orchestra del Festival, che ha compito di mettere le arcate, di focalizzarsi su intonazioni e accordature per far quadrare l’orchestra, armonizzare mondi e sensibilità diverse, in base anche alle esigenze dei direttori. (Tra i violini quest’anno anche la diciannovenne sanremese Valeria Zinatullina, diplomata al Liceo Cassini e legata alla giovane Orchestra ‘Note Libere’).

BACH DI BERLINO… O DI AMBURGO

Il primo degli ultimi due concerti è iinteramente dedicato a Carl Philipp Emanuel Bach, il quinto e più famoso dei venti figli del celebre compositore Johann Sebastian Bach. Noto come ‘Bach di Berlino’, o ‘Bach di Amburgo’ – poiché la sua attività professionale si è concentrata essenzialmente in queste due città –  è uno dei più importanti compositori del XVIII secolo e ha superato il padre in popolarità. Come lui ha scritto principalmente opere strumentali, tra cui diciannove sinfonie. Le prime nove risalgono al periodo tra il 1733 e il 1768, le altre dieci agli anni amburghesi. La Sinfonia in Mi minore Wq 177 – che aprirà il concerto di mercoledì – fa parte di quelle scritte a Berlino.

CARL PHIPIPP

A seguire Il Concerto in Sol Maggiore per flauto una composizione che presenta, accanto a stilemi tradizionali, aspetti tipici dello stile di Carl Philipp: modulazioni ardite per il periodo, libertà melodica, specialmente nelle parti del flauto, dissonanze. Chiuderà la serata La Sinfonia in Si bemolle maggiore Wq 182:2 che fa parte del gruppo di sei sinfonie scritte ad Amburgo. Alla direzione del concerto il M° Stefano Aiolli; flauto solista Silvia Colageo (Primo Flauto dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese).

FRANCESCO DURANTE CHIUDE LA RASSEGNA

Per l’appuntamento di sabato 3 febbraio alle 18.00 tornerà invece alla direzione il M° Giancarlo De Lorenzo, ideatore della rassegna oltre che direttore artistico della Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo. “Per l’ultimo appuntamento del Festival  ho scelto di aprire con il compositore campano – nato a Frattamaggiore – Francesco Durante, una personalità davvero unica nel panorama artistico musicale del tempo. Allievo di Alessandro Scarlatti e di Bernardo Pasquini, visse negli anni in cui si affermava l’opera napoletana. Fu insegnante di tutti i grandi operisti napoletani del tempo: Pergolesi, Jommelli, Traetta, Piccinni, Paisiello, Vinci, eppure non scrisse mai per il teatro, ma soltanto musica strumentale (Concerti, sinfonie) e sacra (Messe, Requiem, Magnificat, Oratori, Salmi e mottetti vari)”, spiega il M° De Lorenzo.

Un compositore oggi poco conosciuto, nonostante Jean Jacques Rousseau nel suo Dictionnaire de Musique (1762) lo definì “il più grande armonista d’Italia, cioè del mondo”. Il Concerto n. 8, intitolato ‘La pazzia’ – inserito nel programma – è tra i brani più eseguiti.

INFINE HANDEL

Nome del periodo barocco sicuramente più noto è quello di Georg Friedrich Händel, compositore tedesco naturalizzato inglese che trascorse la maggior parte della sua carriera a Londra. Il pubblico odierno è ormai abituato ad ascoltare i suoi Concerti come pezzi autonomi, ma nel settecento essi erano eseguiti come “contorno” di rappresentazioni principali, che potevano essere opere o oratori. I Concerti grossi op. 6 vennero eseguiti durante gli intervalli fra un atto e l’altro degli oratori durante la stagione 1739-1740 al Lincoln’s Inn Fields Theatre di Londra. Basati sul modello di Arcangelo Corelli i Concerti grossi op. 6 alternano movimenti lenti e rapidi. Il Concerto n. 11 è il rifacimento di un Concerto per organo dello stesso Händel, in cui è l’organo ad alternarsi all’orchestra, o a sostituirla. 

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