Claudio Bisio al Teatro Sociale di Camogli con ‘L’ultima volta che siamo stati bambini’ per il Giorno della Memoria

Last Updated: 4 Febbraio 2024By Tags: , ,

Cinema

Claudio Bisio al Teatro Sociale di Camogli con ‘L’ultima volta che siamo stati bambini’ (Medusa Film) per il Giorno della Memoria, sabato 27 gennaio. Una proiezione speciale in occasione di FrameFestival della Comunicazione. Bisio, che con questa pellicola in ricordo delle oltre mille vittime del rastrellamento dal Ghetto ebraico di Roma del 16 ottobre 1943 ha esordito alla regia, porterà un suo saluto in video agli studenti delle scuole partecipanti e a tutti i presenti a teatro, insieme al sindaco di Camogli e ai direttori del Festival della Comunicazione Rosangela Bonsignorio e Danco Singer.

Claudio Bisio al Festival della Comunicazione

IL FILM

Il film è ambientato a Roma nel 1943, dove l’amicizia di quattro bambini viene sconvolta dalla scomparsa di uno di loro, Riccardo, giovane ebreo che viene portato via dai tedeschi insieme ad altre mille persone ebree del Ghetto romano in cui abita. Una storia che intreccia i toni leggeri della commedia con il dramma umano, mettendo in luce assurdità e contraddizioni grazie alla potenza comunicativa del mezzo cinematografico.

IL PODCAST

Nella stessa direzione va l’invito del Festival della Comunicazione a riascoltare il podcast ‘Il senso della memoria: storie, voci, identità’, una audio-staffetta delle più autorevoli voci del panorama culturale italiano sul senso della Memoria. Al progetto hanno aderito molti dei più noti volti della cultura italiana, come Furio Colombo, Gherardo Colombo, Pietrangelo Buttafuoco, Aldo Cazzullo, Cinzia Leone, Paolo Crepet, Marcello Flores, Miguel Gotor, Stefano Massini, Andrea Riccardi, Mirella Serri, Massimo Recalcati, Roberto Cotroneo e Federico Fubini.

Il podcast indaga il senso che ha, ancora oggi, il Giorno della Memoria, e il perché non possiamo, né dobbiamo, fare a meno di ricordare. Una giornata per sottolineare l’atto politico con il quale il nostro paese riconosce – anche attraverso la sua fonte più alta, il Parlamento – di avere compiuto quegli atti terribili, che l’Italia era caduta nel tormento delle leggi e nella vergogna delle leggi razziali. Un modo per rinnovare la nostra consapevolezza civile, per mettere la memoria al servizio della vita
attraverso quello che facciamo quotidianamente, e che faremo sia come individui sia come collettività. Uno strumento per cogliere la sfida – difficile ma anche avvincente e sicuramente necessaria – del nostro tempo: capire la storia attraverso la storiografia, ma anche con la letteratura, le arti, il cinema, la cultura, il teatro e la musica, a partire dal valore irrinunciabile della Memoria. Il podcast è disponibile gratuitamente QUI