Fotografia, on mostra a Mendrisio le opere di Aglaia Konrad, Armin Linke, Bas Princen nel loro rapporto con l’architettura

Last Updated: 18 Febbraio 2023By Tags: , , ,

Arte

Il Teatro dell’architettura Mendrisio dell’Università della Svizzera italiana presenta la mostra ‘What Mad Pursuit’. Aglaia Konrad, Armin Linke, Bas Princen’, dal 7 aprile al 22 ottobre, promossa dall’Accademia di architettura dell’USI e curata da Francesco Zanot. Attraverso una selezione di opere fotografiche di Aglaia Konrad (Salisburgo, 1960), Armin Linke (Milano, 1966) e Bas Princen (Zeeland,1975), il progetto esplora il rapporto tra architettura e fotografia, e quello tra quest’ultima e il contesto in cui viene mostrata, soffermandosi sulla complessità di un intreccio che pone le opere al centro di un costante processo di negoziazione tra soggetto e spazio espositivo.francesco zanot,

La mostra mette in discussione la funzione documentaria della fotografia, intesa qui come un dispositivo che contemporaneamente registra e trasforma la realtà, e ne contraddice al tempo stesso la concezione di immagine bidimensionale esplorandone la materialità, il corpo, la presenza. In ‘What Mad Pursuit. Aglaia Konrad, Armin Linke, Bas Princen’ le immagini sono oggetti e in quanto tali intrattengono un rapporto sia con lo spazio interno all’inquadratura, sia con quello esterno. Entrambi, interno ed esterno, sono parte del lavoro dei fotografi in mostra, la cui progettualità ne prevede non soltanto lo studio, ma anche una radicale re-visione.

Pensata appositamente per gli spazi del Teatro dell’architettura Mendrisio, la mostra è un progetto inedito che raccoglie i lavori fotografici di tre protagonisti della scena artistica internazionale che lavorano con la fotografia attraverso modalità e approcci diversi: Aglaia Konrad, Armin Linke e Bas Princen. Accostando circa 50 opere, realizzate dagli autori in luoghi e momenti differenti con scopi altrettanto eterogenei, la mostra esplora le intersezioni tra fotografia e architettura, spazio rappresentato e spazio espositivo. Ispirato all’omonimo saggio del neuroscienziato britannico Francis Crick, il titolo della mostra introduce il tema delle intersezioni, delle combinazioni e delle confluenze in quanto fondamentale fattore di arricchimento di un intero sistema, privilegiando lo scambio (moltitudine) rispetto all’isolamento (unicità).