E’ online su YouTube il video di ‘Democrazia Solidale’, singolo tratto dall’ultimo album di Franco Mussida ‘Il pianeta della musica e il viaggio di Iòtu’, brano che sarà in rotazione radiofonica da domani, venerdì 20 gennaio. Il video di ‘Democrazia solidale’ si distingue dai due precedenti per essere poetico e immaginativo. Iòtu, in viaggio con la sua piccola barca (Loke 4862), si confronta ora con una visione dall’alto dell’attuale società sospinta da freddi venti di insicurezza, dubbi e paure che provengono da una società che trasforma tutto in mercato.

Ne nasce un dialogo interiore che cerca risposte alle sue tante disarmonie. Una visione futura, la speranza di una società migliore fondata su un nuovo paradigma di socialità. Una forma di ‘Democrazia Solidale’, che per essere attuata richiede un lungo tratto da percorrere. Il raggiungimento di una matura consapevolezza individuale che invita a sentirsi pienamente in sinergia con la natura e il pianeta, che educa alle libertà, al rispetto della natura emotiva della gente e alla compassione.

“Nel realizzare questo video -spiega Franco Mussida- uno degli obiettivi che mi sono prefissato era mostrare questo doppio operante, queste ambivalenze. Abbiamo usato due diversi modi. Mostrando un maschile e un femminile dialoganti che mirano a riconoscersi, ad accodarsi più che combattersi. La realtà parallela, la dimensione sensitiva, senziente e sognante, è stata invece rappresentata con le immagini di un teatrino con ombre cinesi che raccontano, a volte sovrapponendosi alla visione fisica, in modo volutamente ingenuo, infantile, del viaggio di Iòtu”.

“Vivo questo brano come esortazione al risveglio. Un invito a rimettersi in cammino -prosegue Mussida- attraversare il ponte che collega la realtà del possedere a quella dell’essere in cui opera una compassionevole sintonia sociale in empatia con il nostro pianeta. Un ponte che lega il mondo visibile della luce a quello invisibile del suono. Che unisce la dimensione intellettuale a quella onirica sognante. Mi piaceva ricordare che per realizzarsi questo nuovo ‘Paradigma di socialità’ necessita non solo dell’aiuto della tecnologia e dei tanti talenti che vivono l’oggi in tutti i campi, ma della imprescindibile saggezza che arriva dalla storia dalle persone che non sono più con noi. Dal patrimonio di uomini saggi e ispirati. Da geni e da persone speciali che hanno lavorato e servito ‘il pubblico'”.

“Da qui -spiega Mussida- le domande nella seconda parte del brano. Da qui l’immaginare cosa avrebbero suggerito Leonardo, Jung, ma anche persone speciali giornalisti come Terzani, personaggi come Battiato, che nel video sono ricordati. Il primo con ‘i suoi giri di Giostra’, il secondo con la citazione di una sua famosa canzone. Ci tenevamo a mostrare anche come la gestualità del suonare, del pizzicare le corde, anch’esse sospese su un ponte che le fa vibrare, non genera solo suono, ma costituisce un motore morale e una bussola che aiutano a sintonizzarsi sulle frequenze del mondo”.

“Oltre all’allegoria del ponte Tibetano di fattura contemporanea che simboleggia ‘la strada’ da seguire -osserva Mussida- ricorre nel mezzo del video un mio gruppo scultoreo fatto di ‘uomini suono’ dorati, che si alzano in verticale appoggiati ad una linea che simboleggia una strada. In realtà è una linea che in centimetri traduce la durata, il tempo musicale delle note che costituiscono il frammento di un inno caro al nostro paese: L’inno di Mameli”.