(di Daniele Rossignoli) –  “Certi dischi si possono fare solo se li vendi in formato fisico”. Dino Stewart, Managing Director BMG, spiega la strada intrapresa dalla casa discografica, e di alcuni artisti, di produrre album solo fisici, escludendo quindi la possibilità dello streaming. L’operazione è stata lanciata la scorsa settimana con il nuovo disco di Francesco Guccini, ‘Canzoni da intorto, ed è proseguita oggi con l’album ‘Eri con me’ di Alice, dedicato a Franco Battiato “e se ci sono gli artisti giusti e i dischi giusti -sottolinea- proseguiremo su questa strada. Oggi esce talmente tanta roba dallo streaming -spiega Stewart intervistato da IlMohicano– che è una sorta di compulsione. Così come accade per i canali televisivi, che sono ormai una miriade, dove ci metti 45 minuti per scegliere qualcosa da vedere per poi abbandonarlo dopo soli dieci minuti, anche con lo streaming succede la stessa cosa per la musica. Vorrei che si possa tornare ad ascoltare la musica come si faceva una volta, quando ti compravi un ellepi, spendendo anche dei bei soldi, te lo portavi a casa e te lo facevi piacere ascoltandolo almeno cinque o sei volte. La cosa posiiva dello streaming -prosegue- è che stiamo un po’ tornando al periodo in cui c’erano artisti da 45 giri e artisti da album, due mondi, due storie, diverse. Anche oggi c’è chi ha il singolo estivo e ogni estate sullo streaming fa numeri da capogiro e poi -conclude- ci sono altri artisti che meritano di essere apprezzati con un album che solitamente sullo streaming non funziona”.