Jovanotti, lavoro nero? Tutto nella norma. Basta attacchi eco-nazisti

Last Updated: 6 Agosto 2022By Tags: , ,

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(di Daniele Rossignoli)

Milano, 5 agosto 20220 (IL MOHICANO-MM) – Lorenzo Jovanotti va al contrattacco e replica così a chi lo accusa di fare dell’ecologismo di facciata e sull’impiego di lavoratori non in regola durante una tappa del suo Jova Beach Party. “Jova Beach Party non è un progetto green-wash, parola che mi fa cag…”, afferma Jovanotti in un video su Instagram. “Così come mi fa schifo chi la pronuncia perché è una parola finta: è un hashtag e gli hashtag sapete dove dovete metterveli”. Il Jova Beach Party, spiega Jovanotti, “è un lavoro fatto bene, che tiene conto dell’ambiente, se pensate non sia fatto bene venite a verificare, non sparate fuffa. Il mio pubblico è fantastico, è gente con una coscienza alta rispetto all’ambiente, se viene qui è perché si vuol divertire e sa come farlo. Voi eco-nazisti che non siete altro, continuate ad attirare l’attenzione utilizzando la nostra forza, sono fatti vostri”.

Quanto al ‘lavoro nero’ “io lavoro con Maurizio Salvadori di Trident dal 1988, abbiamo fatto qualsiasi cosa e non c’è mai stata una contestazione sul piano delle leggi del lavoro. Sapendo che siamo nell’occhio del ciclone, perché il Jova Beach porta grandi eventi in piccole province dove si mettono in moto il livore locale e le vendette politiche, ho pensato di essere finito nell’ennesimo ‘caso’. Quindi ho cercato Maurizio e gli ho chiesto com’è andata”.

A questo proposito lo stesso Salvadori spiega: “abbiamo avuto un controllo molto approfondito. Noi collaboriamo con 20 società, in settori che vanno dall’audio al palco e fino al facchinaggio, che oggi è sempre più difficile da trovare. Questo perché dopo tre anni di Covid, la metà dei facchini specializzati ha cambiato lavoro e per trovare i 700 facchini che ci servono su ogni tappa dobbiamo farli arrivare anche da 200-300 chilometri, con 7-8 società diverse che ce ne mandano 10 o 20 ognuna. Ma le conosciamo da anni queste società. Non esiste che al Jova Beach ci sia il lavoro nero. Al massimo -sottolinea- abbiamo avuto qualche infrazione formale”.

“Ci hanno dato 1400 euro di multa -precisa Salvadori- perché in un’area del cantiere mancava il nastro bianco e rosso per delimitarlo, che probabilmente si era strappato. È come un divieto di sosta. È l’unica contestazione che è stata fatta». E quanto ai lavoratori non in regola “tre società non avevano fatto la comunicazione e nel giro di 12 ore hanno oblato e nel giro di 12 ore, dalla sera alla mattina, sono risultate a norma e infatti stanno ancora lavorando. Anche i 17 lavoratori che erano tra virgolette in nero sono qui che stanno lavorando”.

A questo punto Jovanoti tiene a spiegare come è stata diffusa la notizia: “Un’agenzia che esce alle 7 di sera è fatta apposta per non darti il tempo per replicare, è un messaggio, un killeraggio, un modo per provare a farti male. È una tecnica collaudatissima, perché non puoi replicare e devi aspettare il giorno dopo quando tutti i giornali sono già usciti. Ma ci tengo a chiarire perché il lavoro nero è una piaga enorme, è una cosa molto seria e per me le leggi si rispettano e quando non vanno bene si cambiano attraverso i metodi democratici. E ho sempre voluto lavorare con persone che la pensano come me”. (Daniele Rossignoli-IL MOHICANO-MM) 

 

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