(di Daniele Rossignoli) Dopo gli innovativi progetti discografici ‘Elettro Acqua 3D’, ‘Leonardo da Vinci in pop’ e ‘La sovranità dei robot’, Marco Di Noia torna ora un nuovo singolo, ‘Camillevolt’, che fa da apripista per un progetto molto ampio che coinvolgerà gli studenti di design di diverse città italiane. Prodotto da Orion Label di Stardust e distribuito da Columbia/Sony Music il singolo è il risultato musicale di un progetto di ricerca universitaria con la Scuola di Design del Politecnico di Milano. ‘Camillevolt’, spiega Di Noia intervistato da IlMohicano “è un neologismo milanese che nasce da ‘che ha mille volti’ e che ‘è qui mille volte’. Questo perchè il brano nasce da un  progetto di ricerca scientifica fatto in collaborazione con gli studenti della scuola di designer del Politecnico di Milano dove io ho chiesto ad una ventina di giovani designer di descrivere la loro Milano in termini di suoni, colori, forme, personaggi e poi sintetizzarne una maschera carnevalesca sullo stile della commedia dell’arte italiana”.

“Ho chiesto loro di trovare un nuovo ‘brighella’ meneghino che bene rappresentasse lo stereotipo del nuovo milanese. Attraverso un lavoro di ricerca, di analisi della città, dei quartieri gli studenti hanno identificato vari personaggi tipici milanesi coma la sciura, il giargianes, lo zarro e via dicendo e li hanno sintetizzati in una maschera trasparente, che si colora attraverso un caleidoscopio che rappresenta Milano. Per loro il milanese non è più milanese -precisa Di Noia-  ma è un insieme di culture, di genti, un crocevia di persone ma anche di situazioni diverse”.

“Io ho messo tutto questo in un testo che rappresenta la visione di una Milano che è bilanciata dagli occhi di uno che Milano l’ha vissuta da sempre, un milanese doc che sono io -precisa- e chi invece Milano la vive magari da studente o da lavoratore ma che milanese non è. Siccome io volevo che il processo di formazione fosse allargato oltre a coinvolgerli nella fase di realizazione del testo li abbiamo coinvolti anche nella fase di produzione del brano registrando il coro finale e mixando la parte ritmica composta dalle registrazioni dei suoi dei diversi laboratori del Politecnico, sartoria, falegnameria e fotografia. E’ un brano che ha un featuring universitario ed è il capostipite di un progetto che mira ad incontrare gli studenti di altre città, come ad esempio Palermo. Ogni città tirerà fuori una maschera e tutto questo diventerà un album per il quale però ci vorranno ancora molti mesi di lavoro. Il progetto si compone di 11 brani e 11 maschere cittadine, più una canzone che riassume l’Italia e che si chiamerà ‘Mascherita'”.

Ma cosa ne pensa il milanese Di Noia della sua città natale?: “io non sono negativo verso la mia città. Mi piaciono, al di là di ogni idea politica, ad esempio le piste ciclabili realizzate dal sindaco Sala. Mi piace anche lo sviluppo della nuova edilizia, con il verde. Milano è diventata una città di riferimento per la nuova edilizia. Sono stati realizzati progetti che stanno già facendo storia, come ad esempio il bosco verticale. Se devo fare una critica, la cosa che manca è quella scena musicale di locali che c’era negli anni 80/’90. Mancano i club dove i giovani possano esibirsi e manca un grande polo dove ospitare i concerti”. A questo proposito potrebbe tornare utile lo stadio di San Siro anche se, come ormai sembra, è destinato ad essere abbattuto: “attenzione ad abbattere alcune cose per la modernità. Se gli antichi romani avessero abbatutto il Colosseo perchè lo ritenevano vecchio -osserva- non lo avremmo potuto ammirare a distanza di secoli. Anche San Siro, fate le debite proporzioni, potrebbe essere paragonato all’antrico Colosseo perchè in fin dei conti i calciatori sono dei nuovi gladiatori. Magari fra cinquecento anni San Siro potrebbe essere un monumento e noi abbiamo la resaponsabilità, adesso, del patrimonio culturale del futuro”.

Tornando a ‘Camillevolt’, si tratta di un processo creativo condiviso con circa venti giovani designer, con i professori del Politecnico Mario Bisson e Stefania Palmieri, i musicisti Alberto Cutolo e Giulio Maddaloni, e l’ex direttore artistico della EMI Mimmo Paganelli. Un progetto sperimentale anche per quanto riguarda le sonorità del brano, che uniscono il rock-elettronico a potenti ritmiche, create con le registrazioni dei rumori di macchine da cucire, fresatrici, presse, flash fotografici ed altri macchinari afferenti alle industrie della moda e del design, che da sempre contraddistinguono il capoluogo meneghino.

Marco Di Noia è un cantautore e giornalista milanese, con due lauree in materie umanistiche e un dottorato in culture e letterature comparate, caratterizzato da una forte propensione alla sperimentazione, ai concept-album e una particolare voce di quasi quattro ottave di estensione vocale. Dopo alcuni singoli, un Ep e alcuni premi, nel 2018 pubblica ‘Elettro Acqua 3D’, innovativo concept app-album per cellulari, patrocinato da Amref Health Africa, e si esibisce in pionieristici concerti in 3D audio. Con l’Ep ‘Leonardo da Vinci in pop’ (2019), porta gli strumenti ideati dal genio rinascimentale a suonare per la prima volta con quelli moderni. Il singolo estratto dall’album, ‘Stella del pop’, viene scelto come colonna sonora del videogioco ‘La corsa di Leonardo’ ideato dall’Amministrazione del Comune di Milano. Nel 2020 esce ‘La sovranità dei robot’, Ep impreziosito dai featuring con i robot iCub dell’Istituto Italiano di Tecnologia e Teotronico. Il progetto, che lo porta ad esibirsi al Web Marketing Festival 2020 di Rimini e ad intervenire al TEDxFermo 2021 e al WSIS Forum 2022 dell’ITU (unione internazionale delle telecomunicazioni dell’ONU), diviene oggetto del paper accademico ‘Human to Artificial (H2A): from Duets with Robot to a New Model of Relationship’ presentato a Content 2021.

 

Credit Photo: Daniele Piras