Il Piccio Records in collaborazione con La Stalla Domestica presenta ‘Aiutiamoli a casa loro comprando le loro lauree’, singolo che segna il ritorno del geniale, sarcastico e irriverente cantautorato punk de Il Re Tarantola. Il brano (che inizialmente doveva intitolarsi ‘Trota’) vede ai cori la collaborazione con Spasio Derozer, batterista dei Derozer.

“Tipo quando sei in vacanza sbronzo e pensi che alla fine della vacanza non vuoi tornare al lavoro -spiega Il Re Tarantola- allora fantastichi sulle nuove carriere che potresti intraprendere. Poi capisci che sono tutte ipotesi assurde. Poi anche capisci che sulle ipotesi assurde, alcuni partiti politici ci fanno dei cavalli di battaglia e i figli dei rappresentanti di quei partiti politici ci si comprano delle lauree. Il pezzo dice anche che la gente si lamenta sempre della propria vita, passa giornate intere a cercare strade differenti (come appunto nuovi lavori assurdi da poter intraprendere), ma se arriva un cambiamento, dice che gli ha rovinato la vita”.

Riguardo la collaborazione con Spasio Derozer: “Questo brano segna il primo featuring della mia vita. In passato ero abbastanza contrario alle collaborazioni,  ma le canzoni che farò uscire prossimamente, che faranno parte del nuovo disco, ne sono piene. Forse, dopo tre album e un EP, ho pensato che inserire qualcosa di nuovo poteva essere bello. È stato tutto bellissimo perché non lo conoscevo neanche, anzi, non l’ho mai visto di persona, ma un giorno gli ho scritto e lui mi ha risposto subito. Quando ero giovane Spasio era il mio idolo,  avrò visto i Derozer 35 volte in 3 o 4 anni  e nei primi 2000, quando andava di moda il punk californiano alla Blink 182,  con dei batteristi che riempivano le canzoni di mega assoli e rullate,  lui era l’unico batterista che andava dritto come un treno senza farne su tante,  a disposizione della canzone,  senza voler per forza essere appariscente e stravolgere il pezzo. Infatti era il migliore”.

Suonata, cantata, registrata e mixata da Manuel Bonzi, durante il primo lockdown 2020, nel suo ‘La stalla domestica studio mobile’, che non è altro che un computer, con una scheda audio e delle casse, nel suo monolocale di 30 mq, con quei pedalini della zoom per chitarra e basso che simulano gli effetti e gli amplificatori, collegati direttamente al computer e una batteria elettrica (di quelle che si suonano non quelle che si programmano al computer). Tutto suonato direttamente in cuffia, per non disturbare i vicini.

“Sono Manuel Bonzi, artisticamente mi faccio chiamare Il Re Tarantola, nome d’arte che non mi piace molto e che non ha neanche una storia interessante,  cioè, ha una storia, ma non è interessante”, si presenta. “Sono di Bienno, paese che molti cittadini direbbero ‘di montagna’,  della Valcamonica, tra Brescia e Ponte di Legno. La Valcamonica è un posto molto bello, piace a molti, ma a me non piace, perché odio la montagna, le ciaspolate e tutte quelle cose lì, a me piace il mare, ma penso di abitare nel paese più lontano dal mare di tutta Italia, trovandosi più o meno al centro del nord, dove lo stivale si allarga  e le spiagge più vicine sono a 300 chilometri  e sono tipo quelle di Caorle, o di Sottomarina, o quei posti lì”.