‘Occhi chiusi’, il nuovo album di Masua, è un disco rock: chitarre e synth per 8 pezzi energici e moderni. In alcuni brani c’è spazio per l’arpeggio, nella maggior parte i riff sono quelli di un alternative-rock che si ispira sicuramente alle migliori band americane di oggi. ‘Occhi chiusi’ è anche la title track del disco, l’unica in cui viene usato l’effetto sulla voce con l’auto-tune.

Claudio Passiu, vero nome di Masua, è un artista della provincia di Milano. Studia la batteria fin da giovanissimo che lo porta ad apprezzare il funk e il jazz, i quali cambieranno molto il suo approccio anche nel suonare rock. Suona in maniera non costante in diverse band, finché decide di scrivere pezzi propri.  Nasce così il suo progetto personale, all’epoca chiamato Passiu Project Supertrio, dove, insieme a Davide Gangemi alla chitarra e Alberto Zucchelli al basso, registra e pubblica in modo indipendente il singolo ‘Dentro me’ e a luglio 2018 esce anche il disco. Successivamente Claudio inizia a prendere lezioni di canto e scrive in poco tempo molti  brani grazie all’utilizzo della chitarra che sostituisce completamente al piano. Scopre una vera e propria nuova attitudine ed insieme alla sua nuova band lavora per quasi due anni a diversi pezzi. Cambia anche il nome del trio in Masua (una zona del sud-ovest Sardegna) e  pubblica nuovamente il singolo ‘Dentro me’ che farà parte di un Ep ‘Rumore dei sogni’ registrato interamente al Frequenze Studio di Monza.  Dopodiché la band si scioglie e Masua non è più il nome di un gruppo, ma diventa il suo progetto solista.
Track by track
1. PLASTICO è l’unico brano del disco nato dal pianoforte. Un brano scritto con il forte
desiderio di cambiare, adeguarsi alle situazioni, ‘le stagioni’ come canta nel brano l’artista. Il
mondo non si può forse cambiare, ma possiamo cambiare e migliorare noi.
2. FANTASMI, forse il brano più tirato del disco e tra i più lunghi. Anche qui emerge una
certa voglia di cambiare, risorgere, vincere. Le batterie spingono sul pedale, le note di
basso, synth e chitarra sono cupe, così come la voce, ma l’apertura del ritornello e
soprattutto nello special portano l’ascoltatore a gustare di un’energia che avanza fiera e
piena di speranza grazie anche ai salti di ottava che muovono la melodia.
3. IL TUO CUORE BATTE LENTO è una rock-ballad. Si inizia con un arpeggio senza
drumming che poi apre ad una cadenza un po’ doom. Un brano scritto su un treno vuoto che
portava a Genova. Registrata in uno stato fisico di salute davvero pessimo dall’artista che
però racconta che “era giusto così, era il momento giusto”.
4. GIORNI UGUALI è una canzone d’amore, o meglio, il ricordo di una storia d’amore. Viene
raccontata con una matrice musicale che parte da un post-grunge californiano per fondersi
con melodie caratteristiche della musica italiana. La cassa dritta porta all’ingresso chitarre e
synthesizer, la voce si esprime con calda nostalgia mentre il rock sostiene con groove le
strofe che portano a un ritornello aperto. Partita con una semplice e un po’ malinconica
chitarra acustica, si trasforma con l’elettrica in un pezzo travolgente.
5. OCCHI CHIUSI, la canzone che dà il titolo al disco è la prima scritta nel nuovo corso
musicale dell’artista. Il brano forse a cui è più attaccato, scritto dopo aver conosciuto una
persona importante che è ancora nella sua vita e a cui è dedicata.
6. SONO QUI rappresenta il brano un po’ più ricercato, con un ritornello che è di fatto solo
alla fine nel suo loop di sensazioni.
7. CHIEDI ALLA POLVERE. Il brano più lungo del disco, scritto in più tranche nelle notti
dell’artista. Un pezzo omogeneo nelle sonorità al resto dei brani, ma forse più punk, quel
punk new-wave che negli anni 80 ha trovato radici anche in Italia.
8. CONFINI è il pezzo più vecchio: scritto nel 2019 prima dell’esplosione del covid, nasce
aspettando un bus guardando l’Oceano in Portogallo. Il brano attacca chiaramente una certa
politica che usa la questione dei migranti per avere sèguito e appoggio. La ritmica di
chitarra si distingue rispetto agli altri brani.