L’ ‘Atto di Fede’ di Renato Zero, 19 brani inediti intervallati dalle ‘riflessioni’ di giornalisti, attori, sociologi e filosofi

Last Updated: 8 Aprile 2022By Tags:

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(di Daniele Rossignoli) Un vero e proprio ‘Atto di fede’, l’ultimo album di Renato Zero, 19 brani, intervallati da altrettante ‘riflessioni’ di giornalisti, attori, preti, sociologi e filosofi, che esce dopo due anni di silenzio, dovuto alla pandemia e con una guerra in corso. “Ci siamo ammalati di silenzio”, sottolinea Renato Zero. “Anch’esso probabilmente contagioso. Anche lo sguardo ne risente. Quei gesti necessari e molto più efficaci delle parole. Un silenzio che sbarra le porte. Che inibisce il respiro. Che toglie le forze e facilita la rassegnazione. E queste distanze si fanno sentire, eccome. I rumori della vita non sono più gli stessi. Il vociare dei bimbi. Il megafono graffiante dell’arrotino. Il fischiettare del garzone in bicicletta. E tanto altro benessere, così magicamente espresso, lascia il posto all’inquietudine. Alla routine snervante e tossica”.

“Eravamo ottimi cristiani, anche prima di passare dal confessionale -osserva Renato Zero- buoni dentro. Pazienti al punto che, una volta raggiunto un risultato, per gustarsi tutto il suo effetto, potevano trascorrere, giorni, settimane. A volte persino tutta la vita. Il prete riusciva a conquistarsi tutta la famiglia. Assiduo e premuroso com’era. Senza ricorrere ai santini. Alle benedizioni o alle promesse di un percorso immacolato. Sicuro e indolore. Ci siamo ammalati di indifferenza. Eppure la vita oltre tutto e tutti è uno spettacolo magnifico. Avevamo ciascuno un biglietto in prima fila, ma per la troppa indecisione siamo rimasti incollati al divano…e ci siamo addormentati”.

“L’uso della fede -sottolinea Renato Zero presentando il suo ‘Atto di fede’ alla stampa- è sempre un uso improprio a meno che non scaturisca da un bisogno individuale. Il contatto che possiamo avere con il Signore è un contatto che desideriamo personalmente di ottenere, quindi prima che i cristiani possano trovare gaudio nel ritrovarsi, nel condividere questi sentimenti è importante che si eserciti questo desiderio, di farlo proprio direttamente, senza mediazioni. Io ho grande rispetto per i sacerdoti e per la chiesa -prosegue- ma credo che in fondo il rapporto con Dio sia sempre e comunque un rapporto molto personale”.

Un rapporto molto eprsonale che tuttavia Renato Zero ha sentito il bisogno di condividere. Per questo ha chiamato quelli che lui definisce i suoi ‘apostoli della comunicazione’: Alessandro Baricco, Luca Bottura, Pietrangelo Buttafuco, Sergio Castellitto, Aldo Cazzullo, Lella Costa, Domenico De Masi, Oscar Farinetti, Antonio Gnoli, Don Antonio Mazzi, Clemente J. Mimun, Giovanni Soldini, Marco Travaglio, Mario Tronti, Walter Veltroni con le loro ‘riflessioni’, per un lavoro collettivo con il quale lancia una nuova provocazione. “Un lavoro -tiene a precisare- che mi inorgoglisce e che difendo”.

“Un lavoro straordinario -osserva- perchè abbiamo messo insieme l’eccellenza di questi scrittori, giornalisti, di queste persone del pensiero ma anche dell’azione. Fra le pagine di questo lavoro ci sono degli spunti talmente forti ed efficaci che rimettono in gioco la nostra volontà di cambiare, rimettono in riga quelle che sono le nostre debolezze. Il nostro lavoro è come tutti gli altri lavori, dove si cerca il risultato -sottolinea Renato Zero- e il nostro impregno deve essere in qualche modo permiato, non da una remunerazione ma dalla soddisfazione di vedere qualcuno che ti sorride che ti dice che hai fatto bene. Io, attraverso questo passaggio di atto di fede, mi riproponevo proprio di guadagnare quella soddisfazione personale e sentirmi, in qualche misura, soddisfatto della capacità di godere di una vittoria, quella di aver ampliato l’orizzonte della mia scrittura”.

“Non possiamo sempre delegare gli altri a decidere per noi – osserva Renato Zero- ci siamo addormentati troppo, e questo è il frutto di questo disagio che c’è nel mondo. C’è puzza di polvere da sparo dovunque, c’era già ancor prima della Russia. Il Pianeta non è mai tranquillo -spiega- c’è sempre un focolaio, un desiderio bellicoso e questo è grave. Questo è dovuto, secondo me, alla mancanza di partecipazione costante. Questo pianerottolo è ancora sconosciuto, non sappiamo chi ci abita di fronte.  Ci si chiude in casa con 27 mandate per assicurarci che neanche l’amore entri in casa. Così non si amerà mai se non si apre la porta”.

Anche per quanto riguarda la musica “ci vorrebbe più fermento”, osserva. “Vediamo oggi questi giovani, che sono assolutamente degni di tutta la considerazione e attenzione, ma questo fatto di copiarsi il compitino non va bene. Mi piacerebbe lasciare lo scettro a dei ragazzi che portano innovazione, che fanno lo sfoggio non della sola cretività, ma che vadano a bussare al batterista, al chitarrista, al tastierista perchè la musica da soli non si fa. E’ un soliloquio inutile, è dannoso. Il suggerimento per i giovani è di avere fede in loro stessi perchè -conclude- Renato Zero non sarebbe qui se non avesse avuto fede in se stesso”.

E dopo due anni di rinvii, finalmente Renato Zero potrà festeggiare i suoi 70 anni (con due anni di ritardo) al Circo Massimo di Roma, il 23, 24, 25 e 30 settembre con il suo il suo ‘Zerosettanta’,  quattro nuovi scintillanti capitoli della favola più emozionante e magica di Renato Zero, per riabbracciare il suo pubblico dopo il successo di ‘Zero il Folle in Tour’, recuperare ed estendere i festeggiamenti per il traguardo della sua cifra più tonda e celebrare con i fan i 55 anni di carriera”.

Benvenuti interpretato da Renato Zero

Bella diversità interpretato da Renato Zero

La parola è carità interpretato da Renato Zero

‘Il mondo dei giusti’ interpretato da Giacomo Voli

‘Gioventù liberata’ interpretato da Renato Zero

‘L’anima che ti sostiene’ interpretato da Renato Zero

‘Luce’ interpretato da Renato Zero e Giacomo Voli

‘Migrazioni’ interpretato da Renato Zero

‘Assenze’ interpretato da Giacomo Voli

‘Il miracolo è donna’ interpretato da Renato Zero

‘La regola eterna’ interpretato da Giacomo Voli

‘Oltre la vita’ interpretato da Renato Zero

‘L’abbandono’ interpretato da Renato Zero

‘Sono lontani gli abbracci’ interpretato da Renato Zero

‘Padre mio’ interpretato da Lorenzo Licitra e Manuele Murè

‘Angeli qui’ interpretato da Lorenzo Licitra

‘Parla con Dio’ interpretato da Renato Zero

‘L’alba del perdono’ interpretato da Renato Zero

‘Grazie Signore’ interpretato da Renato Zero e Giacomo Voli

‘Ave Maria’ interpretato da Renato Zero

 

Credit Photo: Roberto Rocco