(di Daniele Rossignoli) “La mia generazione è quella che andava a letto dopo ‘Carosello’ e che improvvisamente si è svegliata con la bomba di Piazza Fontana. Una generazione che ne ha viste tante ma che, nel bene e nel male, sta gestendo il mondo”. Alla soglia dei 65 anni, con quarant’anni di carriera sulle spalle, Enrico Ruggeri dopo tre anni dall’ultimo album esce con un nuovo lavoro dal titolo emblematico: ‘La Rivoluzione’. Una rivoluzione interiore che l’ha portato a scrivere testi autobiografici, riflessivi e, in alcuni casi, anche malinconici. “E’ un disco particolare -sottolinea il cantautore milanese- un disco meditato. Ho pubblicato 37 album in quarant’anni -osserva- e per fare quest’ultimo ci ho messo tre anni. Ci sarà un perchè”.

Il destino, a causa dell’isolamento forzato per due anni a provocato del Covid “mi ha forzato dalla parte giusta. Il musicista è sempre alla ricerca del suo Santo Graal che è il suono che ha in mente. Questa volta -sottolinea- assieme a chi ha contribuito alla realizzazione dell’album, ci siamo accertati che il Santo Graal fosse lo stesso per tutti. Lo abbiam0 cercato per due anni, avendo più tempo per riflettere, per guardarci intorno. Il fatto di aver avuto più tempo per meditare sui testi sicuramente ha reso questo disco quantomeno particolare”.

“Tutti noi, nella adolescenza -osserva Ruggeri- abbiamo pensato che la nostra vita sarebbe andata in un modo e poi è andata in maniera diversa, nel bene e nel male. Chiaramente l’occhio di riguardo è verso la mia generazione che è una generazione particolare, di quelli nati alla fine degli anni ’50 o agli inizi degli anni ’60. Siamo partiti dall’andare a letto dopo Carosello e un bel giorno ci hanno detto che in Piazza Fontana avevano messo delle bombe. Da quel giorno, di colpo, gli anni sessanta erano finiti. Siamo andati a scuola e non abbiamo vissuto la parte romantica del ’68 ma i pestaggi, le Brigate Rosse e le violenze. Nel frattempo il mercato aveva messo in circolo l’eroina e siamo poi arrivati ai 20 anni con l’incubo dell’Aids. E’ stata una generazione che ne ha viste tante ma, nel bene o nel male, il mondo oggi è in mano ai sessantenni, alla mia generazione. La mia è una generazione letteraria e la parola ‘rivoluzione’ sta a proprio a significare questi cambiamenti epocali”.

Enrico Ruggeri spiega poi le difficoltà che incontra nel confrontarsi con i giovani d’oggi i cui ‘idoli’ musicali “stanno entrando o uscendo di galera o rappresentano delle baby gang” ma, osserva “i due anni passati sono una ferita che gli adolescenti e i bambini si porteranno dietro tutta la vita. E’ stato fatto a loro qualcosa di terribile, sono stati tenuti lontani dalla scuola, scuola che non significa solo compiti in classe o interrogazioni ma, sopratutto, socializzazione. Naturalmente -sottolinea- gli adolescenti di oggi vivono una realtà completamente diversa dalla nostra anzitutto perchè l’individualità sembra essere diventata per loro fondamentale. I loro idoli sono persone che rappresentrano solo loro stessi, che ce l’hanno fatta: gli influencer, il cantante, l’eroe di una stagione, il calciatore bello e miliardario. Sono tutte persone che hanno cercato il loro riscatto sociale e l’hanno ottenuto pro domo loro. I beniamini degli adolescenti spesso li portano a pensare che ognuno deve per forza emergere, costi quello che costi. Quando l’idolo di una stagione dice ‘io vado a fatturare’ non si rende conto che sta creando un germe pericoloso. A me fa piacere se tu vai a fatturare -aggiunge- ma se pensi che fatturare più di un altro sia un valore morale, stai facendo un danno ad una intera generazione”.

“Per quanto mi riguarda -prosegue Ruggeri- la parola più importante della mia vita è ‘autonomia’ e lo stesso dovrebbe valere per le nuove generazioni Autonomia è una parola che racchiude un sacco di cose, vuol dire correre il rischio di non piacere. Una delle cose più pericolose del mondo social oggi è che tutti cercano di farsi notare dicendo frasi ad effetto ma scontate, cercando di mantenere il propio orticello senza rischi e queto lo si riscontra anche nei commenti di alcuni cantanti contro la guerra. Ci sono stati anni in cui grandi artisti hanno cercato di modificare le coscienze, con succeso. Quando Bob Dylan raccontava le incongruenze dell’America o John Lennon parlava di pace, il mondo li ascoltava perchè erano dei veri ‘maitre à penser’ in quel momento, avevano la credibilità per poter parlare. Oggi -osserva- non è più così, il ruolo del musicista purtroppo, in questo periodo, è completamente diverso. Continuo a pensare che gli artisti abbiano una visione del mondo non dico migliore ma sicuramente diversa. Il problema -conclude- è che una volta gli artisti venivano seguiti e ascoltati da milioni di persone, oggi solo da qualche migliaio”.

‘La Rivoluzione’ (Anyway Music), in uscita venerdì 18 marzo, contiene unidici brani che delineano un concept album autobiografico che parla di rapporti umani, di sogni adolescenziali e di una generazione che si è scontrata con la vita, rappresentata dall’iconico scatto di copertina, una foto della classe di Enrico Ruggeri al Liceo Berchet, anno scolastico ‘73/’74. Alla realizzazone dell’album hanno collaborato Andrea Mirò in ‘Gladiatore’ e Massimo Bigi in ‘La Rivoluzione’, ‘Non sparate sul cantante’, ‘Parte di me’ e ‘Glam bang’. Il disco contiene due featuring: con Francesco Bianconi in ‘Che ne sarà di noi’, amicizia nata due anni fa a Musicultura, e con Silvio Capeccia in ‘Glam bang’, insieme al quale 50 anni fa (1972) aveva fondato gli Champagne Molotov, prima dei Decibel. Prodotto da Enrico Ruggeri con Fortu Sacka e Sergio Bianchi hanno suonato Paolo Zanetti (chitarre), Francesco Luppi (tastiere), Alex Polifrone (batteria), Fortu Sacka (basso), Stefano Marlon Marinoni (sax), Davide Brambilla (fiati) e Andrea Mirò (archi).

Tracklist “La Rivoluzione”:

1.      Magna Charta

2.      La Rivoluzione

3.      La fine del mondo

4.      Non sparate sul cantante

5.      Parte di me

6.      Che ne sarà di noi FEAT. FRANCESCO BIANCONI

7.      Alessandro

8.      Gladiatore

9.      Vittime e colpevoli

10.   Glam bang FEAT. SILVIO CAPECCIA

11.   La mia libertà

 

Queste le date dell’instore tour in cui Enrico Ruggeri incontrerà i fan e firmerà le copie del nuovo album:

5 aprile alle ore 18.00 presso la libreria laFeltrinelli di TORINO – P.zza C.L.N.

8 aprile alle ore 18.30 presso la libreria laFeltrinelli di MILANO – Piazza Duomo

11 aprile alle ore 18.00 presso la libreria laFeltrinelli di GENOVA – Via Ceccardi

13 aprile alle ore 18.00 presso la libreria laFeltrinelli di BOLOGNA – Piazza Ravegnana

20 aprile alle ore 18.00 presso la libreria laFeltrinelli di PALERMO – Via Cavour

21 aprile alle ore 18.00 presso la libreria laFeltrinelli di CATANIA – Via Etnea

 

Enrico Ruggeri tornerà in concerto da aprile con ‘La rivoluzione – il tour’. Queste le prime date:

2 aprile al Teatro San Domenico di CREMA

9 aprile al Teatro Nazionale di MILANO

21 aprile al Teatro Ambasciatori di CATANIA

26 aprile al Teatro Olimpico di ROMA

30 aprile al Teatro Cavallino Bianco di GALATINA (Lecce)