Martedì 8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, dalla Sala dei Corazzieri del Quirinale (in diretta su RAIUNO ore 11), interverranno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti. Nella medesima occasione il Concerto di Lucia Minetti Trio, una interpretazione in chiave cameristica di alcuni preziosi brani d’autore sul tema di questa ricorrenza, con uno sguardo più ampio sul periodo che stiamo attraversando. La straordinaria interpretazione di Lucia Minetti, sulle note di Andrea Zani al pianoforte e Martino Maina al violoncello, darà voce e rinnovata intensità espressiva a tre brani che interpretano l’essere donna con sfumature diverse: La Vie en Rose, La Canzone di Marinella e De Cara a la Pared.

L’espressione idiomatica francese “Voir la vie en rose” ha il suo esatto equivalente nell’italiano “Vedere la vita rosa”, nel senso di essere ottimisti e privi di preoccupazioni per il futuro. Una canzone che Edit Piaf ha reso universale e che noi speriamo possa essere di buon auspicio per tutti in questo momento storico. Ispirato a un fatto di cronaca, La Canzone di Marinella ha messo in parole e musica il tema – purtroppo senza tempo – del femminicidio, quando l’uccisione di una donna ancora non si chiamava così. Fabrizio De André seppe dare evidenza eterna a una tragedia anonima e portarla oltre le dieci righe di un giornale di provincia. Nel commento di Don Luigi Ciotti, la canzone: “vista in controluce, diventa un dramma intenso, oltre la storia, a tracciare il percorso della radicata vicinanza tra amore e morte. Di un amore che non conosce scale gerarchiche, di una morte che sublima in dignità estrema del povero”.  Di padre messicano e madre statunitense, Lhasa Da Sela è stata uccisa dal cancro al seno ad appena 28 anni. Nella sua breve vita è riuscita però a essere molto  attiva nelle questioni sociali, ambientali ed etiche e a regalare al mondo un brano come De cara a la pared.

BIO IN BREVE

Torinese di nascita, milanese d’adozione, Lucia Minetti è stimata per la grande personalità interpretativa, il timbro unico e la sua versatilità. Solista prediletta di grandi autori di area jazz e contemporanea e di poeti che le hanno dedicato musiche e liriche, Lucia si muove senza soluzione di continuità tra musica colta e popolare e ridisegna la canzone d’autore con nuovi spunti significativi. Ha  tenuto concerti  in tutto il mondo, collaborando – fra gli altri – con A.R.Shammah, S.Beltrami, V.Malosti, L.Savignano, M.Cescon, C.Fasoli, G.Coscia, P.Conte, N.Campogrande, C.Boccadoro, D.Voltolini, G.Gaslini, Musicamorfosi. Definita da Lidia Ravera “mezzo soprano e mezzo angelo del cielo”, è secondo Giorgio Gaslini “la migliore interprete della canzone d’autore”. Ha inciso 8 dischi a suo nome, tutti accolti molto bene dalla critica, mentre due sue canzoni sono state scelte da Silvio Soldini per “Brucio nel Vento”. Ha ricevuto il Premio per la poesia del Ministero della Cultura e il Premio Quartetto Cetra, oltre al Patrocinio dell’Ambasciata del Portogallo al suo cd Malìa. Si è già esibita al Quirinale nell’ottobre 2018, nell’ambito dei Concerti della domenica dalla cappella Paolina: l’esibizione è stata interamente ripresa in diretta da Rai RadioTre.

 Andrea Zani ha conseguito la laurea di secondo livello come pianista accompagnatore al Conservatorio G. Verdi di Milano. Primo premio assoluto al concorso nazionale di Interpretazione Musicale di Alassio e primo premio al concorso internazionale di Musica di Ispra, ha inoltre conseguito il diploma di merito per la miglior esecuzione del brano d’obbligo al Quarto Concorso Pianistico Nazionale C. Vidusso di Milano. Collabora stabilmente con l’ensemble Musicamorfosi, con cui ha realizzato per la Fabbri Editori la prima incisione assoluta del Concertino n.2 di F.Donatoni e ha inciso per la casa discografica Velut Luna Luz e Fil Rouge di Lucia Minetti. Pianista accompagnatore in scena per gli spettacoli teatrali East di Steven Berkoff, Baby doll di Tennessee William, e per il monologo Ghiaccio di Massimiliano Cividati. Collabora con Le Sorelle Marinetti e Gianni Fantoni in Risate sotto le bombe.

Martino Maina si è diplomato al Conservatorio di Torino con M.Macrì, master al Conservatorio di Lugano, con E.Dindo, entrambi con lode. Scuola di Fiesole con B.Delepelaire. Ha fatto parte dell’Orchestra Giovanile Italiana e dell’Orchestra Cherubini. Ha collaborato con N.Gutman Shlomo Mintz, A.S.Mutter, D.Fray. Corsi con A.Meneses, N.Gutman, T.Demenga, A.Baillie, Trio Debussy, Trio di Parma, Quartetto di Cremona, con membri dei Quartetti Belcea, Ysaye, Hagen, Artemis, Jerusalem, Alban Berg, Accademia di Pinerolo, Accademia Stauffer. Con il Trio Juvarra ha vinto il concorso internazionale Marco Fiorindo e la borsa di studio CRT e ha seguito masterclass con A. Ganz, C. Butzberger, B. Giuranna. Con il Quartetto Echos ha vinto i premi Abbiati P. Farulli e  Gasparo da Salò, 2° al concorso Dragoni. In duo con il pianista Lorenzo Morra ha vinto 1° premio assoluto al Concorso C. Wieck Schumann di Massa e il premio del pubblico al  concorso Ducale.Lab 2020.