(di Daniele Rossignoli) “Musicalmente sono un nostalgico che guarda però con attenzione ai giovani d’oggi”. E’ quanto afferma Roberto Vecchioni, intervenuto alla presentazione della prossima edizione di Musicultura, che per quanto riguarda i nuovi gusti musicali dei giovani ritiene che non sia importante che la lingua cambi ma che ciò avvenga “sempre in modo espressivo. Oggi -osserva- la lingua della canzone è molto semplice, sintetica, rapida. Viviamo su due binari paralleli: quello della tradizione, che è il mio, di Guccini, di De Andrè, e quello dei giovani che dobbiamo ascoltare, portare avanti e se è il caso anche correggere”.

“Io sono un nostalgico che pensa alla canzone com’era -sottolinea Vecchioni- però guardo con interesse e attenzione ai giovani, li ascolto e non faccio come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia. Dobbiamo accettare e comprendere questo nuovo modo di fare musica”. Una nuova lingua musicale, sottolinea “che va accettata e anche amata. Dobbiamo assimilare ciò che i giovani mettono in musica, vanno ascoltati e studiati perchè tutto può sopravvivere a questo mondo: la nostra canzone cantautorale e anche la nuova canzone d’autore dei giovani, con un linguaggio che nel tempo cambierà ancora. L’importante -conclude- è che la generazione che ascolta queste parole si emozioni perchè le parole devono sempre emozionare, anche fra cent’anni perchè questo è lo scopo della canzone”.

 

Credit Photo: Massimo Barbaglia