(di Maria Elena Molteni e Daniele Rossignoli) Un non monologo, all’insegna della leggerezza. Ma non troppo. Perché in realtà quello di Sabrina Ferilli sul palco dell’Ariston è un j’accuse a questo mondo, dove ciascuno si sente autorizzato a pronunciarsi su qualsiasi cosa, senza rispetto per le competenze. E, certo, potrebbe leggere il gobbo e parlare di tutto da quel palco. Femminismo, covid, famiglia, riscaldamento globale, body positivity. Temi importanti, per carità. Ma l’attrice sceglie il recinto della sua professione. Non va oltre. E in questa assenza, c’è tutto il pieno di un messaggio molto chiaro. Di alcune cose “bisogna lasciare parlare chi si sporca le mani veramente, chi li studia, chi li conosce e magari anche da palcoscenici meno scintillanti di questo. Diciamo che io sono molto rispettosa delle competenze altrui e quindi trovo che ognuno debba parlare di quello che sa, anche perché se così non fosse nel sottopancia qui a Sanremo mi sarei fatta scrivere ‘attrice, virologa, allenatore di calcio, esperta di calamità naturali’ che sono poi grosso modo tutti i temi dell’italiano medio sui social, dove non c’è una persona che non dà un suo commento su una qualsiasi cosa. Ci vuole anche coraggio perché non è così semplice”.

“Non è che dico questo perché non so cosa succede nel mondo” spiega, citando il meraviglioso ‘Don’t look up’ con Leonardo di Caprio, dove davanti a una asteroide che sta per cadere sulla terra e mettere fine alla vita, semplicemente tanti non guardano, non si rendono conto. O meglio, guardano i messaggi su Telegram (citato non a caso). Ecco, “non sono una di queste. È che semplicemente ho scelto questa strada della leggerezza perchè, come diceva Calvino, in tempi così pesanti bisogna planare sulle cose dall’alto e non avere macigni sul cuore. Perché la leggerezza non è superficialità”. “Ma perché la presenza mia deve per forza essere legata a un problema grosso, cosmico, per giustificare il fatto che sto qua?.” scherza. E in questo chiarisce: “io sto qua per il mio lavoro, le mie scelte, i miei amori e le mie amicizie. Alla fine ho pensato che le cose migliori per accompagnarmi sul palco erano queste, la nostra storia”.