(di Daniele Rossignoli) La prima serata del Festival di Sanremo ha fatto registrare un picco di ascolti, seguiti da una valanga di elogi  ma anche da qualche critica sopratutto per l’esibizione di Achille Lauro. Secondo il Vescovo di Genova, mons. Antonio Suetta, il gesto di Achille Lauro, che ha chiuso la sua esibizione in ginocchio con una sorta di battesimo  “ha purtroppo confermato la brutta piega che, ormai da tempo, ha preso questo evento canoro e, in generale, il mondo dello spettacolo, servizio pubblico compreso”. Secondo il vescovo, Lauro avrebbe “deriso e profanato i segni sacri della fede cattolica evocando il gesto del Battesimo in un contesto insulso e dissacrante”.

Una critica alla quale Amadeus ha risposto in conferenza stampa spiegando di accettre come sempre ogni critica” ma rispettando il parere del vescovo,” ci mancherebbe altro” da “cattolico e molto credente quale io sono non sono stato minimamene turbato dall’esibizione di Achille Lauro. E’ l’attualità -ha aggiunto- Achille Lauro è un artista e un artista deve avere anche la possibilità di esprimersi liberamente. Dobbiamo accettare questo altrimenti teniamo i giovani lontani non solo dal festival ma anche dalla chiesa e questo non è giusto”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il direttore di Rai1, Stefano Coletta, che ha tenuto a precisare che “dietro a dei profili professonali non c’è mai, da parte nostra, nessuna volontà di veicolare ideologie, di veicolare trasgressioni. Io penso che dobbiamo accogliere con molta attenzione la percezione visiva che la chiesa oggi sta riferendo ma io, in grande onestà, voglio credere nella grande bontà di Achille Lauro che ha dichiarato di aver fatto quel gesto per un messaggio a sua madre. Penso che non si tratti di una scusa, di un artificio. Ovviamente ogni arte ammette una libertà e quindi accogliamo con dispiacere che la chiesa legga questa sua esibizione come un affronto, soprattutto al sacramento del battesimo. Credo, e voglio credere, che Acille Lauro sia veramente andato nella direzione di una rinascita più che altre direzioni”.

E sempre a proposito delle critiche, Amadeus ha preicisato di “badarci poco, non perchè non le rispetti e non le consideri ma perchè sono sempre convinto di quello che porto sul palco. Vado al di là del perbenismo, dell’ipocrisia, delle tendenze politiche che non mi interessano. Delle simpatie o antipatie. Cerco sempre di portare delle persone che abbiano qualcosa da dire con onestà ed estrema credibilità. Qualcuno -ha aggiunto- considera spesso il festival come l’occasione per mettersi in mostra o per protestare e anche di criticare. Ha il diritto di farlo, io accetto ogni tipo di critica ma sono sempre molto sereno. Mi aspetto le critiche ogni sera. Le critiche ci sono, fanno parte del festival ma non mi turbano minimamente nè mi fanno ripensare a qualcosa -ha concluso- perchè quando porto qualcuno sul palco sono sempre convinto che sia la cosa giusta per il festival”.