(di Maria Elena Molteni)

Il festival 2022 che andrà in scena da domani all’Ariston “non sarà”, come quello dello scorso anno, “di rottura”, al punto tale che incoronò, per la prima volta, una band rock (i Maneskin). No. Quest’anno sarà “per tutti”, porterà “leggerezza” e “disimpegno, pur nella consapevolezza”. Stefano Coletta, direttore di Rai1, incorona già la 72esima edizione come il ‘Festival per tutti: memoria e futuro’. Mani avanti da parte del direttore dopo la ‘notevole’ edizione dello scorso anno? Se non avessimo fiducia nelle scelte del direttore artistico Amadeus, che ha dato prova di grandi capacità di selezione degli artisti in gara, potremmo anche pensarlo. Staremo a vedere. Non siamo sicuri tuttavia che il pubblico abbia davvero voglia di quel tipo di ‘tranquillità’ che sa più di passato che di futuro. “Intrattenimento e pandemia – dice – sono un ossimoro” ma “questo ci ha dato una grande spinta, una tenacia che ora che si avvicina il risultato di un grande lavoro porta emozione”. Uno show in cinque serate di “evasione”, spiega Coletta. “lavoro della composizione e selezione musicale che Amadeus ha portato avanti in questi tre anni raggiunge quest’anno una maturità importante. C’è un’espressione massima del Festival di Sanremo, che quest’anno è veramente un festival per tutti.  Se lo scorso anno, anche leggendo la pagina drammatica che stavamo vivendo, siamo andati incontro a scelte coraggiose, che hanno segnato una svolta, quest’anno le canzoni vanno incontro ai nostri bisogni primari. Gran parte di queste canzoni segneranno questo tempo difficile che cerca disimpegno pur nella consapevolezza”.