(di Daniele Rossignoli) “Vado a Sanremo con l’entusiasmo di un debuttante, con quel tipo di emozione, nella speranza che la canzone piaccia alla gente. Poi, succeda quel che succeda“. Così Gianni Morandi, con la positività che lo contraddistingue, nel corso di una conferenza stampa in collegamento dal Teatro Duse di Bologna (dove questa sera riprenderà la serie dei suoi concerti interrotti per la pandemia), spiega di volersi sopratutto divertire durante il festival, senza guardare troppo alla classifica. “Sanremo -sottolinea- è un palcoscenico straordinario, perchè non andarci? Inoltre, ritengo che sia molto più divertente essere in gara piuttosto che essere un superospite. L’ospite -aggiunge- sale sul palco, canta una canzone e poi se ne va. Se sei in gara vivi la vera atmosfera del Festival. Io ci vado molto volentieri, senza guardare a quello che può succedere. Forse -osserva- una volta si pensava che partecipare al Festival fosse rischioso, che se venivi eliminato perdevi il tuo pubblico e se ne faceva un dramma. Oggi, anche se dovessi arrivare ultimo va bene lo stesso, cosa può cambiare un semplice episodio nella vita di un artista?”.

“Ho vistro Sanremo in tutte le forme -ricorda Morandi- per me è un palcoscenico importante: vinsi una volta in gruppo con Ruggeri e Tozzi nell’87, ci sono tornate altre volte, sono stato qualche volta ospite e mi è capitato anche di condurlo. Per me è come ricomnciare, ributtarmi nella mischia, nella musica dopo tanto tempo. A Sanremo io ritorno bambino, penso a quando nel 1958 vidi Modugno che cantava ‘Volare’ e forse da lì mi venne la voglia di fare questo mestiere. Ricordo il bar di Monghidoro dove c’era un televisore in bianco e nero e dove metà del paese guardava il Festival. Da allora -sottolinea- mi sono affezionato a Sanremo”.

“Credo che la tremarelle possa venire anche ad uno come me che ne ha viste di cotte e di crude”, aggiunge poi Morandi. “Quel palcoscenico ha qualcosa di magico. Le mani mi suderanno e mi tremeranno le gambe. Forse i ragazzi di vent’anni lo sentono di meno, ma per me, proprio perchè ho visto tante cose, so che quello è un momento importante. Mi sto preparando cantando in  continuazione la canzone perchè non è proprio una canzone scritta per il festival, è un po’ diversa, ha dei meccanismi, dei ritmi e delle parole che si incrociano fra loro, tipici della scrittura di Lorenzo”.

Gianni Morandi a Sanremo si presenta con ‘Aprie tutte le porte’, brano scritto da Jovanotti che lo scorso anno gli aveva ‘regalato’ ‘L’Allegria’, brano che aveva aiutato Morandi a superare i brutti giorni dell’incidente che lo aveva visto protagonista a marzo. E propri quell’incidente, spiega Morandi, ha portato Jovanotti a contattarlo e quindi dar vita alla loro collaborazione artistica: “se non ci fosse stato -spiega Morandi- Lorenzo non mi avrebbe telefonato e la canzone ‘L’Allegria’ forse non sarebbe nata. Di conseguenza non sarebbe nata neanche ‘Apri tutte le porte’ e l’idea di Sanremo non ci sarebbe venuta in mente. Non dico sia stato questo -precisa- però questa scelta è stata influenzata molto da quello che è successo”.

‘Apri tutte le porte’, spiega Morandi “è una canzone di speranza, con un arrangiamento formidabile che gli dà una bella carica. Non è la classica canzone di Sanremo e spero possa divertire. Non ho la pretesa di mandare messaggi, vado lì con entusiasmo nella speranza possa trasmettere qualcosa di positivo. Le prime parole della canzone dicono ‘a forza di credere che il male passerà sto passando io e lui resta’ -racconta Morandi- poi però prosegue nella speranza ‘che ogni giorno sia un giorno nuovo e che si aprano le porte’. E’ un po’ condizionata anche dal momento -sottolinea- e forse quando Lorenzo l’ha scritta ha pensato anche a questo, a come venir fuori da questo periodo pesante, un po’ grigio”.

Jovanotti, intervenuto telefonicamente, spiega di essere “da sempre un grandissimo fan di Morandi. Quando ho saputo che non stava bene -ricorda- l’ho chiamato e sentendolo un  po’ giù, abbacchiato, gli ho detto che avevo questa canzone nel cassetto (L’Allegria’ ndr) e quasi come un gesto scaramantico gliel’ho mandata dicendo di ascoltarla e che se magari gli fosse venuta voglia di cantarla gliela avrei lasciata volentieri. E così è stato. Questa estate poi -prosegue Jovanotti- Gianni mi ha chiamato e mi ha detto che gli sarebbe piaciuto andare a Sanremo. Mi sono quindi messo subito al lavoro, avevo già una bozza, ed ecco che è nata ‘Apri tutte le porte'”.