A due anni di distanza dal suo ultimo disco, ‘In bilico sulle nostre emozioni’il cantautore pugliese Fabio Milella torna con il singolo ‘Chiedimi se sono felice’. Fortemente  introspettivo, il brano racconta la fine di una intensa storia d’amore tra due persone che non si sono mai comprese veramente, la malinconia e la rabbia di chi non è riuscito a mantenere viva quella relazione, consumata dalla routine senza più alcuno slancio.  L’autore descrive lo svolgersi quotidiano della vita dei due protagonisti (l’ispirazione nasce nel marzo 2020, durante un pomeriggio in pieno lockdown), l’amara consapevolezza dei lunghi silenzi,  con un ‘grido’ potente che lancia il ritornello. Il brano si chiude con una domanda/esclamazione: ‘Ma tu sei felice? che sottolinea quanto, in fondo, siamo tutti uguali dal punto di vista esistenziale e che chi non si è mai chiesto se l’altro fosse felice, probabilmente, felice, non lo era neanche lui, nel suo profondo.

 “Mi sono seduto al pianoforte e ho scritto un brano diverso dai precedenti – racconta Fabio Milella – Il mio vissuto e il mio stile musicale, quello che ‘voglio fare da grande’ è tutto quello che ho messo nel disco ‘In bilico sulle nostre emozioni’ pubblicato nel 2019 e che continua a permeare i brani inediti che scrivo.  Nonostante ciò, in quel periodo, è nata ‘Chiedimi se sono felice’, un pezzo più leggero, più pop. Lo stesso pomeriggio ho girato il brano a Tommaso De Vito Francesco, mio compagno di viaggio che non ha mai lasciato la nave, neanche quando fuori imperversava la tempesta. Ci siamo divertiti ad arrangiarlo e lo abbiamo proposto con la dicitura Demo’, perché di quello si tratta, di una demo che tuttavia,  a nostro parere, suona decisamente bene”.

“Anche se ‘Chiedimi se sono felice’ non rappresenta il mio futuro artistico -spiega il cantautore-  sono felice di averlo pubblicato  e di averlo fatto ascoltare. Nel frattempo sto lavorando al nuovo album, sempre in collaborazione con Tommaso, che si ispira musicalmente al mio ‘In bilico sulle nostre emozioni’ con l’aggiunta di un po’ di elettronica. Ad ispirarmi è sempre la musica che più amo, quella di  Damien Rice, Niccolò Fabi, Ivano Fossati, David Gray, realizzata con gli strumenti acustici e ‘veri’ come il violoncello, magistralmente suonato da Paola De Candia, presenza costante nel nostro team di irriducibili ‘poeti’ che continuano a sognare e ad emozionarsi alle vibrazioni che solo la musica sa trasmettere”.