(di Daniele Rossignoli)”Non abbiamo un piano B e fallire non è contemplato: dobbiamo riuscire a fare musica”. Daniele ‘Scave’ Scavetta e Simone ‘Simory’ Filipazzi in arte i Whiteshark sembrano determinati a voler affidare il loro destino alla musica “nonostante il momento difficilissimo per l’intero settore e la tantissima concorrenza in campo”. Concorrenza che, spiegano intervistati da IlMohicano “la puoi battere solo se hai un progetto per definito che non sia legato solo ad una o due canzoni ma a tutto quello che gira attorno al mondo della musica: dal merchandising all’uscita dei dischi, dai concerti alla realizzazione di eventi collaterali, perché la musica – sottolineano- non deve essere un fine ma un mezzo per il raggiungimento dei nostri obiettivi”

Dopo l’uscita del loro primo singolo ‘Stavolta no’, dove emergeva la loro voglia di rivalsa “dalle tante porte in faccia che abbiamo ricevuto e dalle difficoltà che abbiamo dovuto superare” Daniele e Simone tornano con ‘Non risponderò’, dove spostano l’attenzione su quei tipi di rapporti velenosi durati troppo a lungo, che distruggono e distraggono dal reale obiettivo. “Con un po’ di coraggio però, una volta compreso che la strada non porterà a nulla di buono -osservano- si può voltare pagina e non tornare più sui propri passi”.

“Quante volte è capitato di essere delusi da una persona e quante volte è capitato che quella persona ti cercasse nuovamente – raccontano i Whiteshark – Col tempo questi momenti segnano il carattere e a volte rimangono in testa come flashback. Noi vogliamo raccontare tutto questo a modo nostro, in base alla nostra esperienza”. E per fare questo Daniele e Simone hanno bisogno, prima di tutto, di farsi notare: “non abbiamo bisogno di sentirci dire solamente ‘bravi’ ma di avere gli spazi giusti per farci conoscere. Il periodo è certamente molto pesante -concludono- ma noi siamo ottimisti anche perché devi esserlo per forza altrimenti non se ne esce più”.