(di Daniele Rossignoli) Si intitola ’20 anni’, il primo singolo dell’esordiente cantautore milanese Gabriele Dima “un brano che parla di un ragazzo che non diventerà mai adulto, un eterno Peter Pan che vuole vivere senza rimpianti del passato ma solo proiettato verso il domani”. Questa canzone, spiega Gabriele intervistato da IlMohicano “è nata due anni fa, al termine di due vacanze: una con gli amici e l’altra con la mia ragazza. Ora che ho 22 anni ho deciso di pubblicarla anche perché mi sono reso conto che, nonostante fosse passato del tempo, per me rimane sempre attuale”.

“Purtroppo -racconta Gabriele- ho passato gran parte della mia adolescenza chiuso in casa e in me stesso a causa di un problema che avevo ai denti. Ho dovuto sottopormi a diverse operazioni e mi vergognavo ad uscire, a stare con gli amici, a farmi vedere in giro. Per questo -sottolinea- mi sono dedicato completamente alla scrittura. Scrivo canzoni da quando avevo 15 anni e ho tanto materiale nel cassetto che devo mettere in ordine. Scrivere per me è stata una sorta di terapia, mi faceva star bene. Sto raccogliendo tutti i brani come se stessi realizzando un puzzle. Quando tutti questi pezzi saranno al loro posto, allora potrò pensare ad un album. Per adesso è prematuro. Di certo -aggiunge- a fine agosto o inizio settembre uscirà un nuovo singolo, molto diverso da questo”.

Quanto al futuro “è vero che uno su mille ce la fa -osserva il giovane cantautore- ma io ho molta volontà e voglio a tutti i costi proseguire su questa strada che per me è l’unica. Tutti, da bambini, sognavamo cosa avremmo fatto da grandi, il mio sogno era quello di scrivere e cantare”. Certo, la concorrenza è forte, soprattutto tra le nuove generazioni: “ognuno ha il suo genere -osserva- il mio è molto diverso dal quello dei rapper, che non mi dispiacciono e che trovo siano molto forti, ma non rispecchiano il mio modo di vivere e di pensare”.