(di Maria Elena Zannini) Ruggero presenta la serie musicale ‘Atineres (questo film che si chiama vita)’, disponibile sulle piattaforme digitali e in cd da venerdì 23 aprile. Un percorso, iniziato a delinearsi a fine 2019 e che si conclude ora proprio con l’ultimo ‘episodio’, che parla dell’importanza dei valori come la famiglia e gli affetti autentici, un viaggio alla ricerca della serenità. Ruggero, pseudonimo di Filippo Lazzari, scherza su questa ‘doppia identità’ quando gli si chiede in chi si identifica di più “dentro di me ci sono entrambe le anime” confessa “Filippo sta più dietro le quinte, mentre Ruggero sale sul palco”.
Rispetto alla realizzazione di ‘Atineres’ Ruggero ci tiene a specificare che per l’idea di rendere “ancora più bello ed originale” il progetto, il supporto del regista Piero Torricelli è stato fondamentale “è stata un’esperienza nuova per me, ma anche grazie al regista (col quale sono in corso ulteriori collaborazioni ndr) mi sono lanciato nella creazione di questa serie di video”. Per quanto riguarda la sua dimestichezza nel recitare, che si nota soprattutto nei momenti di parlato, “nasce sicuramente dal fatto che è una storia mia, ho messo in scena un mondo che avevo dentro” commenta.

Il periodo di pandemia aveva messo leggermente in crisi il progetto, “ci aveva rallentato e a un certo punto ero ad un bivio – spiega a Il Mohicano – ci tenevo tanto e avevo pensato di bloccare tutto, ma fortunatamente sono andato avanti”. La serie è disponibile in formato video-racconto ma anche cd, perché secondo l’artista è importante lasciare anche spazio alla sola musica, “il disco ha più aperture strumentali e interludi” e aggiunge “ci tengo a precisare che è un’opera molto fruibile, pop. Anche se necessita forse del giusto tempo, va ascoltata con calma, una cosa che cozza coi tempi moderni forse”. Per ora il cantante considera finita l’esperienza ‘Atineres’, ma racconta di star scrivendo uno spettacolo conclusivo da presentare in autunno dopo l’estate.

Ruggero, pseudonimo di Filippo Lazzari, nasce a Cremona il 3 gennaio 1993.  A 19 anni si trasferisce a Firenze dove diventa allievo del maestro Walter Savelli. Comincia a farsi notare esibendosi allo storico Paszkowsky. Nel 2015 è la voce delle tappe toscane del tour del batterista internazionale Will Hunt. Nel 2016 è ideatore e promotore dello spettacolo di beneficenza presso il teatro-cinema Sala Esse di Firenze dal titolo ‘L’ isola che… c’è!’, che ha totalizzato il tutto esaurito. Contestualmente scrive e pubblica ‘Sassi turchini’, canzone che tratta il tema della disabilità.  L’11 Gennaio 2019 esce ‘La gente mi chiama Ruggero’, il suo primo album di inediti. Il 3 gennaio 2020 parte su Youtube il progetto ‘Atineres’, una serie di videoclip musicali che raccontano di un viaggio alla ricerca della serenità. Un anno e mezzo dopo, questo progetto diventa il concept album ‘Atineres – questo film che si chiama vita’ e querst’anno viene selezionato tra le 63 proposte emergenti più interessanti da Musicultura.