(di Daniele Rossignoli) “Guardo al passato con malinconia e al futuro come un grande sognatore, per me non esiste il presente. Il presente io non lo vivo, e forse questa è la cosa peggiore del mio carattere ma è anche il motore che mi spinge a scrivere. Vivo in funzione di quello che voglio che sia il mio futuro”. Achille Lauro si presenta così in conferenza stampa per presentare il suo ultimo album, ‘Lauro’, in uscita domani, venerdì 16 aprile per ElektraRecords/Warner Music Italy. Un’opera punk rock, grunge che alterna una tempesta d’animo per dare voce ai soli e agli incompresi e che parla al mondo degli irrisolti, dei fuori rotta, dei falliti, che fagocita vite, storie d’amore, riflessioni sul bene, sul male e ciò che sta nel mezzo.

Un disco, spiega “che nasce in maniera spontanea. Io scrivo tanto e non solo canzoni, scrivo riflessioni su di me, sull’amore, quello corrisposto e quello non corrisposto, sul cinismo. Scrivo tanto non perché devo scrivere tanto ma perché quando devo dire qualcosa la dico e quando ho qualcosa da dare la do. Per questo -spiega- mi sono ritrovato ad avere un centinaio di brani già pronti. Mi sono accorto di avere tanta roba dello stesso tipo e l’ho incasellata in quest’album che mi rappresenta pienamente”.

Per Achille Lauro “la musica è qualcosa di profondo perché ferma le mie personalità. Quello che io faccio non è solo mettere un costume, una parrucca. Dietro ad ogni cosa che faccio c’è un concetto, ci sono delle ispirazioni. C’è la voglia di portare qualcosa di più grande della musica. Sulle mie canzoni metto anche un vestito perché amo realizzare qualcosa che non esiste, qualcosa che si possa toccare con mano, stando molto attento ad ogni dettaglio”.

E a proposito delle sue performance all’ultimo festival di Sanremo “tutti quelli che hanno pensato che ci abbiano messo un costume addosso e ci abbiano buttati sul palco con un calcio -osserva Achille Lauro- non hanno capito nulla. Dovrebbero passare sette gironi con noi per capire che livello di dettaglio e di studio c’è, a partire da quando produciamo le canzoni. E’ difficile far capire i sottostrati che ci sono nella creazione di una performance come la nostre”.

Tornando al disco, è composto da un ‘prequel’ e 12 tracce (‘Solo noi’, ‘Latte+’, ‘Marilù’, ‘Lauro’, ‘Come me’, ‘Femmina’, ‘A un passo da Dio’, ‘generazione X’, ‘Barrilete cosmico’, ‘Pavone’, ‘Stupide Canzoni d’amore’, ‘Sabato sera’) ed è diviso in due macroaree: “una che riguarda quella parte di me introspettiva, che descrive la tempesta della mia anima, l’altra che descrive il mio lato caratteriale che è quello di un sognatore. Sono 12 facce di me -osserva- che hanno qualcosa da dire”. E a chi gli ha fa osservare che “il mio personaggio potrebbe sovrastare la mia musica” Achille Lauro risponde che “sarebbe stato certo più facile restare nella mia comfort zone, fare promozione ai miei dischi, pensare al successo e basta. Ma a me questo non interessa. A me -conclude- interessa portare avanti dei progetti artistici”.