(di Daniela Faggion) – Francesca Mesiano e Fausto Zanardelli sono come il fuoco sotto la cenere. Durante la conferenza stampa via Zoom organizzata per presentare il nuovo album, ‘Nostralgia’, si passano la parola con la fluidità che solo una coppia rodata – nella vita e sul palco – riesce ad avere in maniera così spontanea. Il lavoro che esce il 16 aprile contiene 6 nuove tracce e ‘Fiamme negli Occhi’, il brano che ha fatto conoscere al grande pubblico quello che fino a qualche mese fa era considerato un progetto indie.

“È anacronistico considerare Sanremo come “l’impero del male” in antitesi alla musica indipendente, che peraltro non esiste più, almeno così com’era 20 anni fa”, spiega Fausto rispondendo a una delle tante domande sul Festival, che i Coma_Cose considerano una “bella deviazione” dal loro percorso che hanno vissuto senza alcun timore di tradire la loro natura di nicchia: “Visti i risultati in classifica mi viene da dire che il vecchio leone ruggisce ancora. Il grande evento mediatico è ancora un moltiplicatore più efficace dei social in certi casi”. Quindi sì – se ve lo state chiedendo – ci tornerebbero volentieri “con la canzone giusta”… e magari anche il supporto del maestro Vittorio Cosma, “un essere umano fighissimo – lo definisce Francesca –“che ci ha aiutati a vivere con tranquillità” anche i momenti di stress che un evento come Sanremo prevede; “un musicista preparato e una persona eccezionale, che è rimasto punk e ha grandi ideali umani”, chiosa Fausto per sottolineare la coerenza del musicista e direttore.

E proprio il concetto di coerenza e libertà è ciò che porta dal passato ancorché recente della kermesse al nuovo album, che i Coma_Cose definiscono “una promessa che ci facciamo di restare liberi, puri e affascinati dal lato nascosto delle cose”. Questo in estrema sintesi vogliono raccontare dalla copertina i bambini fra le fiamme: la speranza di mantenere vivo quel fuoco che, con il tempo, la razionalità tende a spegnere. Coerente, quindi, che fra le sette tracce ci sia anche il brano sanremese ‘Fiamme negli occhi’, anche se più pop e solare rispetto al complesso del disco. Quella era una canzone d’amore “per tutti”, mentre per trovare un riferimento più intimo al rapporto tra Fausto e Francesca loro stessi indicano ‘La canzone dei lupi’. L’album pesca nella vita dei due artisti prima che diventassero i Coma_Cose, ma soprattutto “prima che la vita ci venisse negata durante l’ultimo anno”. Non è un disco sul lockdown, sia ben chiaro, ma non può non risentire della sensazione di passaggio e di “terra di mezzo” in cui tutti ci siamo ritrovati.

“Per ovviare al fatto di non avere una vita presente siamo andati a ricercare il passato”, dice Fausto. Un passato (e un’infanzia) che per entrambi è stata in provincia – quella di Brescia per lui, Pordenone per lei: una dimensione per cui entrambi dicono di provare nostalgia ma da cui, ogni volta che tornano, desiderano poi scappare. Milanesi per sempre, quindi? “Per ora restiamo, anche se ci piacerebbe fare un grande viaggio magari per trovare un altro posto in cui stare. Milano ci piace nel suo essere caotica, poliedrica e piena di offerta culturale e di aggregazione… ma se togli questa parte, com’è accaduto nel corso dello scorso anno, che cosa rimane?”.

Partire, appunto, magari per qualche data estiva “che abbiamo almeno fissato nel calendario in attesa di capire che cosa si possa fare”, annuncia Francesca. “Ci manca fare i concerti”, aggiunge Fausto, “ma ci manca soprattutto andarci da spettatori. Siamo arrabbiati per come è stata trattata la musica e tutto il comparto artistico. Si trovano soluzioni per tutto, proviamo a trovarle anche per questo settore”.