Esordio radiofonico, domani venerdì 9 aprile, per Mavì con il singolo ‘Sahara’, brano prodotto dallo stesso artista siciliano e da Mario Tortoriello per la Mo.To. Records.

‘Sahara’, spiega Mavì “esprime l’accettazione della mia parte artistica che ha sempre tentato di fondersi con la mia parte umana, formando quello che per me è il processo di creazione musicale fondato sull’equilibrio di controparti, seguendo per certi versi il concetto filosofico dello yin e lo yang; in questo caso lo yang è rappresentato da Giuseppe (ovvero me stesso) e lo yin da Mavì. Il brano -sottolinea Mavì- raggiunge il suo punto critico nel momento in cui la battaglia interiore innescata tra Giuseppe e il suo demone artistico si placa rassegnandosi alla concretezza, rappresentata dallo scorrere del tempo. La rassegnazione si trasforma poi in consapevolezza che infine rende l’idea materia e quindi opera musicale”.

Il videoclip che accompagna il brano è stato realizzato da Francesco D’Antonio, Vito Montesano e Francesco Petrone, mixed & mastered by Vincenzo Pumpo (Davol), photos di Enrico Palmosi e Valeria Raffaele. Management e communicator Vanessa Grey.

Giuseppe Panza in arte Mavì (nato a Palermo, 20 anni), di padre campano e di madre siciliana. Il suo rapporto con la musica è sempre stato bilaterale poiché ha vissuto diverse tradizioni musicali ma nello stesso tempo tradizioni che lo portano, all’età di 6 anni, ad entrare a far parte del coro delle voci bianche del Teatro San Carlo di Napoli. In quello stesso periodo comincia a comporre le prime note al pianoforte cercando di riprodurre le colonne sonore degli anime giapponesi che sin da piccolo hanno influenzato la sua vita, sviluppando così una vera e propria passione per lo strumento fino a condurlo qualche anno dopo ad iscriversi al conservatorio Bellini di Palermo, lì dove intraprende oltre ai normali studi di solfeggio, teoria musicale e pianoforte anche lo studio del violino, appassionandosi inoltre a strumenti come la chitarra e percussioni varie presenti durante le ore di musica d’insieme passate nella sezione musicale della sia scuola media.

Dopo quasi 6 anni di studi musicali, la vita del liceo classico e la poca ispirazione che la musica classica in quel momento offriva, fanno sì che all’età di 16 anni lasci il conservatorio e si dedichi, insieme ad un gruppo di amici, ad un progetto artistico grazie al quale si accosta alla scrittura e riscopre le proprie doti canore, concependo da lì a poco i primi brani. In quel periodo comincia a nutrire una grande curiosità nei confronti della musica elettronica a tal punto che, conseguita la maturità classica, decide di isolarsi e dedicarsi completamente alla produzione musicale, arricchendo lo studio da autodidatta con degli studi privati di sound design allo scopo di sperimentare e creare un nuovo progetto musicale che unisce la sua visione di musica alla passione per la multiculturalità con particolare accezione al quella orientale.