(di Daniele Rossignoli) “Dopo 30 anni di carriera, adesso che il mio percorso musicale in qualche modo l’ho tracciato, se uscisse una canzone da fare insieme a Luciano mi stimolerebbe molto”. Alla viglia dell’uscita del suo libro autobiografico ‘Salutami tuo fratello’, Marco Ligabue non si sente più come ‘il fratello di…’ ma, acquisita una sua identità artistica ben precisa, si dice pronto per un possibile sodalizio musicale con il fratello, senza timore che questo possa apparire come “una scorciatoia per arrivare al pubblico”.

“All’inizio della mia carriera, fare qualcosa con Luciano mi sarebbe sembrata una sorta di raccomandazione – racconta Marco Ligabue – una scorciatoia e questo non mi piaceva affatto. Ora però ci sarebbe da parte mia tutta l’apertura possibile” ad un  possibile ‘duetto’ con il fratello più famoso. Certo la presenza, anche un po’ ingombrate, della figura della rockstar emiliana ha qualche volta pesato e anche influito sulle scelte di Marco, ma non più di tanto, come racconta lui stesso: “ho sempre cercato di vivere nel migliore dei modi”, la fama che ha accompagnato e accompagna Luciano Ligabue “mi ha portato a conoscere persone che mai avrei potuto conoscere. Mi ha fatto entrare nel mondo della musica, ma è chiaro che c’è anche un rovescio della medaglia, soprattutto quando, dopo che per due ore hai fatto un concerto, nel momento di scendere dal palco qualcuno ti saluta dicendoti ‘salutami tuo fratello’. Ecco, questa è una cosa che ancora oggi mi infastidisce”.

“Tuttavia, questa parentela -prosegue Marco Ligabue- l’ho sempre vissuta come una cosa che ha portato tanta luce dentro la mia vita ma capisco che possa bastare un attimo per andare in ombra, non solo mediaticamente ma anche nella vita. Essere il ‘fratello di’ non l’ho mai vissuto con disagio, io e Luciano abbiamo bellissimo rapporto e ci stimiamo reciprocamente. Ci vogliamo bene e io cerco di fare la mia strada. Ahimè -sottolinea- ho scelto di fare il cantante, il musicista, ci assomigliamo anche e forse me la sono scelta complicata, ma a volte le sfide più complicate sono quelle più stimolanti”.

“Mi piacciono le sfide -prosegue Marco Ligabue-  non mi piace stare per troppo tempo nella mia ‘comfort zone’. Sono uscito dai Rio quando le cose stavano andando bene e mi sono lanciato da cantautore a 40 anni, da fratello di Luciano e tutti mi dicevano che ero matto e che non ero ancora pronto. Avevo deciso di andare avanti nonostante tutti me lo sconsigliassero. Chiunque avrebbe abbandonato l’idea e si sarebbe dato al giardinaggio -prosegue- ma io ci credevo talmente tanto e ne avevo tanta voglia che ho resistito a tutte le critiche. Ricordo ancora quella serata del 2015 quando sono salito sul palco davanti a 60 mila persone che aspettavano Caparezza e che me ne hanno dette di tutti i colori. Anche lì mi è venuta fuori quella tenacia, quell’orgoglio, quella voglia di resistere, che ho portato a termine la mia serata, passando dai dieci minuti più brutti ai venti minuti più belli di sempre”.

Quanto a ‘Salutami tuo fratello’ “è stata un’esperienza esaltante -sottolinea Marco Ligabue- questo libro non era in programma e sono partito titubante. Capitolo dopo capitolo, però, mi sono appassionato ed è stato un modo liberatorio di raccontare anche certe mie fragilità. Sono il fratello di una leggenda della musica e quindi sono passato per dei buchi stretti e ho dovuto sudare tante camicie per conquistare ogni cosa. E’ stato un modo anche di aprirmi di più: con le canzoni puoi raccontare un testo in tre minuti mentre davanti a me avevo delle pagine bianche da riempire. Ho potuto approfondire la mia vita privata e tirar fuori la mia tenacia, la mia testardaggine emiliana. Per questo è nato questo libro che racconta come, per tutta la mia vita, quotidianamente, ci sia sempre stato questo ritornello di qualcuno che mi diceva ‘salutami tuo fratello'”.

‘Salutami tuo fratello’ (in uscita domani giovedì 8 aprile, editor da Pendragon)  è composto da trentatre ‘cronache’, racchiuse in 283 pagine, che hanno come filo conduttore la musica. Con una scrittura immediata e fresca, che si avvale di un gusto naturale per il racconto, Marco Ligabue, mette in scena situazioni quotidiane, avventure giovanili e imprese memorabili, arricchite da teneri racconti di famiglia. E tanti, divertenti episodi della vita da artista: perché forse nessuno mai, come lui, ha vissuto il palco da ogni lato, da fan, da addetto ai lavori, da musicista, da protagonista e da fratello di una rockstar.